Serena. Non una parola di troppo. Non una polemica all'ora del congedo. Lei che le polemiche le ha calpestate per otto anni. Dalla sua elezione in Governo, il 12 dicembre del 2007, dal giorno dopo quando davanti all'assemblea federale ha accettato l'incarico sfidando a viso aperto quello che era il suo partito, l'UDC.
Tre anni in grigio al Dipartimento di giustizia e polizia, poi cinque alle finanze, anni che hanno cambiato la Svizzera. Quando si dice che Eveline Widmer-Schlumpf "ha cancellato il segreto bancario" si prende una scorciatoia. Il segreto bancario sarebbe sparito comunque, con o senza la consigliera federale grigionese. Una Svizzera sotto pressione poteva forse resistere un po' più a lungo ma prima o poi avrebbe dovuto piegarsi alle nuove regole della collaborazione fiscale internazionale.
Widmer-Schlumpf e il Consiglio Federale hanno scelto di non temporeggiare. Lo hanno fatto anche, non bisogna dimenticarlo, nell'interesse delle grandi banche elvetiche.
Mai nessun consigliere federale ha avuto tanti avversari come lei. Il suo ex partito non le ha perdonato di aver preso il posto in consiglio federale che era di Blocher. L'ha espulsa. L'ha messa all'indice. Eveline Widmer-Schlumpf non si è scomposta ed è diventata, lei donna da sempre liberale e conservatrice, un'icona involontaria della sinistra che anche ora le riconosce grandi meriti. Sono le stranezze di una storia costruita sul peccato originale, quell'elezione a sorpresa frutto di un colpo politico ai danni del tribuno, del leader supremo, del miliardario diventato consigliere federale per, dicevano i suoi sostenitori, salvare il paese. Ora la consigliera federale si appresta a lasciare le luci della ribalta e non sarà più il bersaglio di tutte le critiche, anche di quelle più feroci. Avanti il prossimo o la prossima. L'UDC pretende due posti in consiglio federale, i numeri le danno ragione, ma non dovrà sbagliare neppure una mossa. Il PLR e il PPD dicono che in fondo quella dell'UDC è una richiesta sensata ma può succedere di tutto. Al 9 dicembre mancano ancora 40 giorni di grandi manovre.
Reto Ceschi, capo del dipartimento informazione della RSI




