Svizzera

L'ecologista Weber parla dell'arresto

Il giovane attivista zurighese non si pente di nulla e osserva che era conscio dei rischi che correva sfidando le autorità russe

  • 31.12.2013, 14:30
  • 4 maggio, 13:07
Il membro di Greenpeace davanti alla stampa, oggi a Zurigo

Il membro di Greenpeace davanti alla stampa, oggi a Zurigo

  • KEYSTONE

"La lotta per la protezione dell'Artico continua", ha dichiarato Marco Weber, appena tornato in Svizzera dopo oltre tre mesi di permanenza forzata in Russia, dov'era stato arrestato con altri attivisti di Greenpeace per l'azione di protesta condotta contro la ricerca di idrocarburi nei fondali di quel mare.

Il 28enne zurighese s'è detto convinto che la contestazione e la successiva reazione delle autorità locali hanno contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di proteggere tali acque.

"Il sostegno internazionale ci ha molto aiutati", ha affermato l'ambientalista.

"La liberazione non è stata un atto umanitario"

Quanto all'amnistia che ha permesso a lui e ai colleghi di tornare a casa in tempi relativamente brevi, il giovane, che s'è detto perfettamente cosciente dei rischi che correva, ha sostenuto di provare sentimenti contrastanti. "Non ha senso essere graziati per qualcosa per cui non si è stati condannati". "Le prigioni russe sono sovraffollate e la liberazione non è stata un atto umanitario", ha aggiunto, specificando di non essere stato trattato peggio di altri carcerati.

ATS/dg

Gallery video - L'ecologista Weber parla dell'arresto

Gallery audio - L'ecologista Weber parla dell'arresto

  • RG 12.30: il servizio di Alessia Fontana

    RSI Info 30.12.2013, 13:09

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare