Svizzera

Limitazione, solo l'UDC a favore

Unicamente i simpatizzanti del partito, secondo un'analisi pubblicata oggi, hanno sostenuto il testo in votazione a fine settembre

  • 12.11.2020, 13:29
  • 5 maggio, 11:15
Foto d'archivio
01:26

RG 12.30 del 12.11.2020 - Il servizio di Mattia Serena

RSI Info 12.11.2020, 13:39

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Di: ATS/RG/Bleff 

Sono stati resi noti i risultati del sondaggio, condotto su 1'513 persone con diritto di voto, in merito alle ultime votazioni federali del 27 settembre: per coloro che hanno votato "no" alla cosiddetta "iniziativa per la limitazione" dell'UDC, essa rappresentava una minaccia alle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea. Questo è il motivo principale del rifiuto dell'iniziativa.

Secondo il sondaggio, finanziato dalla Cancelleria federale e condotto dal Zentrum für Demokratie Aarau, FORS e dall'istituto di sondaggi LINK, l'iniziativa è stata accolta solo dai simpatizzanti dell'UDC, mentre è stata respinta da oltre l'85% degli elettori vicini al PS, ai Verdi e ai Verdi liberali. Solo una minoranza dei sostenitori del PPD e del PLR ha accettato il testo, rispettivamente il 33% e il 28%. I sostenitori dei partiti borghesi temevano infatti gravi conseguenze economiche. In linea di principio, sono favorevoli a una ripresa del controllo dell'immigrazione, ma non a costo di una rottura con l'UE.

Caccia, un voto emotivo

Per quanto riguarda la revisione della legge sulla caccia, l'argomento è stato dominato dalle emozioni. Gli oppositori sostenevano che il lupo avesse il suo posto in Svizzera mentre i sostenitori lo hanno presentato come un animale pericoloso per la popolazione e per altri animali. Il luogo di residenza, a seconda che si trovi o meno in una regione ripopolata dall'animale, così come le simpatie politiche, hanno giocato un forte ruolo.

La revisione della legge è stata respinta dal 93% dell'area politica di sinistra e da poco più del 60% da quella di destra.

Jet da combattimento sul filo del rasoio

Coloro che hanno votato a favore dei nuovi jet da combattimento erano in gran parte maschi di età avanzata e dal livello di istruzione modesto. Le donne più giovani e istruite hanno invece votato per lo più contro.

Anche le posizioni politiche sono state importanti: come in altre elezioni relative all'esercito, la sinistra ha respinto in modo schiacciante l'oggetto mentre la destra l'ha chiaramente accettato. L'elettorato posizionato al centro ha votato "sì" al 60%. Questa elezione è stata soprattutto un voto a favore o contro l'esercito, secondo l'analisi.

Nel campo del "sì", la maggior parte delle persone era fondamentalmente a favore dei militari. Il fatto che i sei miliardi di franchi necessari provengano dal bilancio ordinario dell'esercito e che il Consiglio federale abbia raccomandato di votare "sì" sono argomenti che hanno colpito nel segno.

Da parte dei contrari, i costi erano troppo alti e c'erano dubbi sulla effettiva necessità di questi acquisti per l'aviazione. Il sondaggio evidenzia inoltre che in Ticino il 13% degli oppositori ha citato il coronavirus come motivo principale della propria decisione.

Diritti, ma anche obblighi

L'introduzione del congedo di paternità è stata associata alla parità tra uomini e donne per quanto riguarda non solo i diritti ma anche gli obblighi. Le giovani donne hanno ampiamente accettato questo oggetto, rileva l'analisi.

A sinistra, il congedo di paternità è stato accettato dal 90%. I sostenitori del PDC e del PLR erano invece divisi: circa la metà di loro ha votato "sì". Sul versante dell'UDC, l'oggetto è stato respinto nella misura del 78%.

Infine, per quanto riguarda la modifica della legge sull'imposta federale diretta, il suo rifiuto è spiegato dal fatto che molti l'hanno vista come un dono fiscale alle famiglie benestanti, spiega l'indagine VOTO. Il progetto di revisione non ha ottenuto la maggioranza in nessuno dei sei partiti principali. Respinto a sinistra, non ha convinto nemmeno i simpatizzanti del campo borghese, per quanto favorevoli a questo progetto.

Molti sostenitori del campo rosa-verde si sono presentati al voto il 27 settembre, così come quelli con un buon livello di istruzione, un reddito elevato o che vivono nei centri urbani. La forte mobilitazione di questi gruppi ha avuto un impatto sui risultati delle elezioni, secondo il sondaggio.

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27 settembre, analisi del voto

Telegiornale 12.11.2020, 13:30

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