L’organizzazione del Ministero pubblico della Confederazione - a 10 anni dalla sua modifica - è appropriata ma bisognosa di miglioramenti, e in particolare di chiarimenti sulla ripartizione delle competenze. A comunicarlo martedì è stata l’autorità di vigilanza della procura federale, per la quale la suddivisione dei procedimenti in nove ambiti di reato “ha dato prova della propria efficacia”. Una lettura attenta del rapporto evidenzia però proprio in Ticino delle criticità.
Sotto la lente è finita infatti la sede luganese con la sua responsabile. In particolare l’autorità di vigilanza considera problematico il doppio ruolo della procuratrice federale Dounia Rezzonico. Doppio ruolo perché la magistrata è direttrice della citata antenna ticinese e a capo, da ormai sette anni, della divisione che a livello nazionale si occupa di criminalità economica. Un ruolo quest’ultimo che presupporrebbe una presenza fisica presso la sede centrale di Berna.

La procuratrice Dounia Rezzonico
“Risulta difficile assumersi pienamente la responsabilità tecnica per i procedimenti della propria divisione ed essere sufficientemente presente nelle altre sedi e in quella centrale di Berna”, si legge in particolare nel documento. Gli ispettori fanno infatti notare che la procuratrice Rezzonico lavora principalmente in Ticino e comunica principalmente online con Berna, Losanna e Zurigo.
Pochi atti d’accusa
Dal rapporto emerge un altro elemento. Il numero di atti d’accusa promossi dalla divisione che si occupa di criminalità economica “non corrisponde a quanto ci si potrebbe attendere alla luce delle sue risorse di personale”. La risposta del Ministero pubblico della Confederazione è stata affidata al portavoce Matthias Müller, che preferisce sottolineare come l’organizzazione sia stata ritenuta efficace. E per quanto riguarda gli atti d’accusa sotto le aspettative, ricorda che bisogna tenere conto oltre al numero di rinvii a giudizio, anche delle ordinanze penali, delle decisioni d’archiviazione, dei non luogo a procedere e dei contributi ai procedimenti penali all’estero.
Sulla suddivisione dei ruoli, il procuratore generale non ritiene di dover apportare modifiche, perché la necessità di nominare un nuovo responsabile aggiunto a Lugano comporterebbe una perdita di efficienza.
La raccomandazione potrebbe diventare un’istruzione vincolante
Se le motivazioni dell’MPC saranno ritenute soddisfacenti, l’organo di vigilanza potrebbe ritirare ora le proprie raccomandazioni (che scadono a fine 2026). In caso contrario, diventerebbero un’istruzione vincolante e la procuratrice Rezzonico dovrebbe perdere uno dei due incarichi.

SEIDISERA del 28.06.2026: Problematico il doppio ruolo della procuratrice Rezzonico
RSI Info 28.06.2026, 18:53
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