L’ondata di caldo eccezionale che ha interessato la Svizzera dovrebbe cominciare ad attenuarsi nel corso della prossima settimana. Il cambiamento non avverrà però nello stesso momento in tutte le regioni: al Nord delle Alpi è atteso già da lunedì, mentre al Sud bisognerà probabilmente attendere tra martedì e mercoledì.
A delineare l’evoluzione è stato Marco Gaia di MeteoSvizzera, ospite del Telegiornale. Secondo il meteorologo, il picco della canicola sarebbe stato raggiunto sabato con temperature capaci di stabilire nuovi primati.
“Dai nostri calcoli e dalle nostre previsioni possiamo dire che oggi sono stati toccati nuovi record”, ha spiegato Gaia. Dati ancora più significativi considerando che le misurazioni meteorologiche sistematiche in Svizzera risalgono al 1864. In questa prospettiva storica, ha osservato, è difficile trovare qualcosa di realmente paragonabile alla situazione attuale.
Lunedì il calo al nord
La diminuzione delle temperature sarà inizialmente graduale. La prima svolta significativa è prevista lunedì a Nord delle Alpi, dove i valori potrebbero scendere di circa dieci gradi. Un calo netto, dunque, che interromperà la fase più estrema della canicola. Non significherà necessariamente il ritorno immediato a condizioni fresche, ma rappresenterà un cambiamento importante rispetto alle temperature registrate negli ultimi giorni.
Al Sud delle Alpi la transizione sarà invece più lenta. In Ticino e nelle regioni meridionali la massa d’aria dovrebbe modificarsi soltanto tra martedì e mercoledì. La sensazione di caldo potrebbe quindi persistere più a lungo, soprattutto durante le ore notturne.
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Una struttura di alta pressione difficile da spostare
La durata dell’ondata di caldo è legata alla presenza di una vasta e robusta area di alta pressione sull’Europa centrale. Questa configurazione atmosferica ha favorito la permanenza di aria molto calda per una decina di giorni. Gaia ha utilizzato un’immagine efficace per descrivere l’aumento termico: le temperature hanno “preso l’ascensore”. Una volta instaurate, masse d’aria tanto stabili e vaste richiedono tempo per essere rimosse o sostituite. L’alta pressione non ha riguardato soltanto la Svizzera, ma una parte consistente dell’Europa. La sua persistenza ha impedito l’arrivo delle perturbazioni atlantiche e ha prolungato le condizioni di caldo intenso.

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Il confronto con l’estate del 2003 è inevitabile, anche se per un bilancio definitivo bisognerà attendere la conclusione dell’episodio. Nel giugno del 2003 il caldo era iniziato leggermente prima e aveva colpito soprattutto il Sud delle Alpi. L’ondata attuale è cominciata più tardi e, per quanto riguarda le temperature massime, ha interessato in modo particolare il Nord.
Secondo l’esperto ospite al TG, l’episodio di quest’anno risulta però più intenso. Il confronto riguarda non soltanto le massime, ma anche le temperature medie e, al Sud delle Alpi, le minime. Le notti molto calde sono infatti uno degli aspetti più critici della canicola, perché limitano la possibilità per l’organismo e per gli edifici di raffreddarsi.
Un fenomeno coerente con il cambiamento climatico
L’intensità dell’ondata non è stata una sorpresa completa per gli specialisti. MeteoSvizzera aveva individuato con circa una settimana di anticipo i dettagli dell’episodio e aveva diramato le allerte per la canicola. Segnali di un periodo particolarmente caldo erano visibili già un mese prima, anche se non era ancora possibile stabilirne con precisione durata e intensità.
Per Gaia, eventi di questo tipo possono essere letti nel contesto del cambiamento climatico. Gli scenari climatici elaborati per la Svizzera indicano che, nei prossimi anni, le ondate di caldo tenderanno a presentarsi prima nel corso della stagione, a raggiungere intensità maggiori e a durare più a lungo.
Il rischio di una fine “col botto”
Il passaggio dall’aria molto calda a una massa d’aria più fresca potrebbe essere accompagnato da instabilità. Dopo molti giorni di canicola, nell’atmosfera si è accumulata una grande quantità di energia, potenzialmente disponibile per lo sviluppo di temporali.
“A volte, al termine di queste ondate di caldo, la fine può arrivare effettivamente col botto”, ha affermato Gaia. Lo scenario non è ancora definito. L’intensità dei fenomeni dipenderà dalla traiettoria, dalla velocità e dalle caratteristiche dell’aria fredda in arrivo in quota. Non è quindi possibile affermare con certezza che si verificheranno eventi estremi.
La possibilità di temporali di una certa intensità dovrà tuttavia essere seguita con attenzione: lunedì soprattutto al Nord e, successivamente, tra martedì e mercoledì al Sud delle Alpi. MeteoSvizzera continuerà a monitorare l’evoluzione e, qualora le condizioni lo richiedessero, a diramare specifiche allerte temporali.

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