La commissione di politica estera del Nazionale, nella vicenda della lobby kazaka, ha deciso, con 18 voti a 0 (5 astensioni), di non denunciare penalmente Christa Markwalder ritenendo che non abbia violato il segreto d'ufficio. La diffusione di documenti da parte della collega non costituisce reato in quanto si trattava di materiale già noto.
Due anni fa, la liberal-radicale aveva chiesto, con un'interpellanza parlamentare, spiegazioni sulla natura delle relazioni tra Svizzera e Kazakistan. La redazione fu affidata a una società di relazioni pubbliche (così incaricata da un partito che si oppone al regime autoritario al potere nel paese dell'Asia centrale) che consultò carte passate dalla deputata.
L'Ufficio del Nazionale, a sua volta, e all'unanimità, s'è pronunciato contro l'applicazione di sanzioni. Gli eletti che non rispettano le regole del Parlamento rischiano fino a sei mesi d'esclusione dalle commissioni e un ammonimento.
ATS/dg






