Tutti i gruppi parlamentari del Consiglio Nazionale, ad accezione dell’UDC, si sono detti oggi (mercoledì) d’accordo col progetto commissionale che mira a consentire alle coppie omosessuali di sposarsi. Questo primo “sì” è arrivato nel corso del dibattito sull’entrata in materia; per attendere l’esito della discussione sul progetto di applicazione dell’iniziativa parlamentare dei Verdi sul matrimonio civile per tutti bisognerà dunque attendere. Una data non è ancora stata fissata e il voto finale potrebbe arrivare non prima di settembre.
L’esito del voto appariva fin da subito scontato, con un unico aspetto che ha dato adito a discussioni all’interno della maggioranza: il ricorso per le coppie formate da due donne al seme di un donatore. Su questo aspetto, la commissione preparatoria raccomanda un “no”, ma la decisione è stata presa con un solo voto di scarto. Il timore è che una simile disposizione non raccoglierebbe una maggioranza in caso di votazione popolare. L'idea, insomma, è quella di trattare le questioni concernenti la medicina della riproduzione soltanto in un secondo tempo.
“Modifiche devono essere costituzionali”
La possibilità che venga lanciato un referendum qualora anche gli Stati dovessero approvare le modifiche al Codice civile non è remota. Oggi, in aula il gruppo UDC è stata l’unica ad aver difeso il diritto vigente; secondo il partito democentrista, un simile cambiamento andrebbe fatto a livello costituzionale e non solo a livello di Codice civile. La nozione di matrimonio contenuta nella Costituzione federale viene ancora intesa nella società quale unione tra un uomo e una donna, ha sostenuto Yves Nidegger (UDC/GE).
Il deputato ginevrino ha inoltre rinfacciato alla maggioranza di far ricorso alla “tattica del salame” per imporre un modello di società "avanzato" a una società considerata retriva, con l'obiettivo ultimo di permettere alle coppie omosessuali di avere figli.
Basta discriminazioni
Per la maggioranza del plenum il progetto rappresenta invece la realizzazione di un lungo percorso per la piena uguaglianza di tutti davanti alla legge, tenuto conto dell'evoluzione delle mentalità in seno alla società non più disposta a tollerare discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. La Costituzione federale garantisce il diritto al matrimonio e alla famiglia senza definire il sesso. Siamo di fronte a diritti fondamentali validi per tutti, ad eccezione della comunità LGBT, è stato sostenuto alla Camera del popolo.
Notiziario 17.00 del 03.06.2020 Matrimonio per tutti
RSI Info 03.06.2020, 19:10
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Telegiornale 03.06.2020, 22:00






