Le amministrazioni cantonali della Svizzera romanda constatano un aumento delle domande di naturalizzazione o d’informazioni al riguardo. Per gli uffici cantonali, si tratta di una reazione all’incertezza provocata dal voto del 9 febbraio sull’immigrazione. Una parte degli stranieri temono ora di dover lasciare la Svizzera.
Nel canton Vaud, dal 10 febbraio le richieste sono passate a 23,3 al giorno in media, mentre dall’inizio dell’anno erano 15,8. Sono soprattutto francesi e tedeschi, stando al servizio cantonale, ad essersi interessati. Ad influire su questo comportamento potrebbe essere anche la revisione della legge sulle naturalizzazioni in discussione al Parlamento. La stessa situazione è stata riscontrata anche in Vallese e nel Giura.
Paura dell’espulsione
Anche nel canton Friburgo, “la gente pone spesso domande relative alla votazione del 9 febbraio al Servizio delle naturalizzazioni. Temono di dover lasciare la Svizzera in futuro”, ha indicato Jean-Pierre Coussa, capo del servizio. A Ginevra non è stato riscontrato un aumento dei dossier presentati, ma sempre più stranieri hanno ritirato i formulari da compilare per ottenere il passaporto svizzero. Non ci sono al momento dati relativi al canton Neuchâtel.
Solo in Romandia
In Ticino il fenomeno non si è verificato, mentre nella Svizzera tedesca è stato osservato solo nella città di Zurigo. Stando alle autorità, potrebbe anche essere dovuto al fatto che una nuova direttiva permette ai candidati d presentare un dossier dopo solo due anni di residenza.
ATS/FM







