Un progetto pilota condotto in tre cantoni della Svizzera tedesca dimostra come la digitalizzazione possa diventare un valido alleato dell’ambiente. Grazie al precision farming, l’agricoltura di precisione, è stato possibile ridurre in media del 25% l’uso di pesticidi. In alcune situazioni, i risultati sono stati ancora più significativi. “Tolgo le erbacce da un campo di insalata e applico i prodotti fitosanitari su ogni cespo, in modo mirato”, spiega Thomas Käser, produttore di verdura che ha partecipato al progetto.
Grazie a una serie di telecamere e sistemi intelligenti, è in grado di distinguere le colture dalle infestanti e di intervenire solo dove necessario. In questa fase della produzione, Käser è riuscito a risparmiare fino all’80% di pesticidi. “Se si è un po’ ambiziosi e si vuole progredire, questa è la strada da seguire”, afferma convinto.
Accanto ai benefici, lo studio ha però evidenziato anche numerose difficoltà. Secondo Andreas Distel, responsabile del servizio fitosanitario del Canton Argovia, “sono tecnologie costose e non tutte le aziende hanno i mezzi necessari”. A ciò si aggiungono le caratteristiche dell’agricoltura svizzera, fatta di campi piccoli e colture molto diversificate, che rendono spesso poco conveniente l’acquisto di macchinari così complessi.
Anche sul piano pratico emergono nuovi limiti. “Nella nostra azienda coltiviamo 30 tipi diversi di verdure. Dopo ogni utilizzo dobbiamo lavare il macchinario prima di entrare nel prossimo campo”, racconta ancora Käser, sottolineando come certi aspetti diventino evidenti solo con l’esperienza diretta.
Per gli esperti, queste criticità non rappresentano un rifiuto dell’innovazione, ma il segno di una transizione che richiede tempo. “Alla luce dei prezzi di mercato, le aziende non possono cambiare i sistemi di produzione dall’oggi al domani”, osserva Annett Latsch di Agroscope. In una fase iniziale, le tecnologie più avanzate potrebbero quindi essere adottate soprattutto da aziende agromeccaniche che lavorano per conto terzi.
L’obiettivo resta comunque condiviso. Come ricorda Distel: “Anche per un pesticida vale il solito motto: usarne tanto quanto necessario, ma il meno possibile”. Un percorso lungo, forse lento, ma che segna una direzione chiara verso un’agricoltura più efficiente e sostenibile.
Agricoltura digitale
RSI Info 09.10.2017, 00:00








