Ieri (lunedì) a Bellinzona è stata una giornata parlamentare travagliata, con la politica divisa sulle scelte delle nomine di due nuovi procuratori, scelta infine ricaduta come previsto su Alvaro Camponovo in quota Lega e Luca Losa per i socialisti. Ma quanto è inevitabile lo zampino dei partiti nella scelta del terzo potere? E succede così anche nel resto della Svizzera? SEIDISERA ha provato a rispondere a questa domanda.
E “provare” è il verbo opportuno perché secondo la costituzione svizzera l’organizzazione e l’amministrazione della giustizia è di competenza cantonale. Questo significa 26 modelli di elezione dei collegi inquirenti e giudicanti, quindi dei ministeri e dei tribunali.
Alcuni modelli per la verità sono simili se non uguali a quello ticinese. Per buona parte dei cantoni svizzero tedeschi, ad esempio, l’incarico a procuratore pubblico passa dal voto parlamentare. In alcuni casi per individuare i magistrati più idonei si fa capo a referenti esterni ai parlamenti, di norma degli enti consultivi. Si constata però che ovunque - nessun cantone escluso - i partiti detengono (chi più chi meno) un margine di influenza.
Appetiti di partito e consultazioni popolari
In riferimento agli appetiti di partito attorno alle nomine dei magistrati, non è infatti possibile affermare che qualche cantone riesca a tenerli totalmente a bada. Prendiamo il caso di Ginevra, che è l’unico cantone a sottomettere ogni sei anni al voto popolare la designazione di giudici e procuratori. All’apparenza un metodo spoliticizzato, dove il popolo è sovrano. Ma la realtà è differente, perché l’elezione è sempre tacita, visto che i partiti si accordano sulla suddivisione delle cariche.
Un altro cantone dove le urne entrano in gioco è Zurigo, dove la metà dei circa 150 procuratori è nominata tramite un’elezione popolare, dopo un esame di idoneità da parte di una commissione speciale. Anche qui però c’è lo zampino dei partiti, perché l’altra metà dei magistrati viene eletta dal Consiglio di Stato, su parere della procura generale.
L’idoneità tra organi preavvisanti e obblighi formativi
L’idoneità delle nomine, questione sollevata pure in Ticino in questi giorni, è pure un tema di cui si discute oltre San Gottardo. Nel canton Vaud per esempio dall’anno scorso il Gran Consiglio non ha più voce in capitolo e per la designazione dei magistrati si segue il preavviso del Consiglio della magistratura, che valuta la preparazione di chi ambisce al ruolo di inquirente. Magistratura alla cui direzione ci sono un procuratore e due aggiunti, che però sono - ancora una volta - eletti dal legislativo.
Infine da notare anche il sistema vigente a Friburgo, a cui si è ispirato pure Turgovia, dove il requisito imposto al neoeletto o alla neoeletta è l’obbligo di una formazione accademica specifica, promossa da diverse facoltà universitarie e dall’accademia svizzera della magistratura.

Ticino: l'elezione di due nuovi procuratori
SEIDISERA 11.03.2024, 18:18
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