La presidenza di turno dell’OSCE e i negoziati con l’UE sulle questioni istituzionali costituiranno quest’anno i punti forti della politica estera svizzera e sono già stati al centro dell’attività del 2013, stando all’annuale rapporto del DFAE, approvato oggi (mercoledì) dal Consiglio federale.
Nei rapporti con Bruxelles, ricorda il Dipartimento diretto da Didier Burkhalter, sono state tracciate tre opzioni comuni e in luglio i Ventotto si sono detti disposti a trattare su quella privilegiata dalla Confederazione. Il Governo ha approvato un mandato negoziale in dicembre. L'obiettivo è di rendere perenne la soluzione bilaterale.
Sugli altri fronti, il documento sottolinea l’accordo di libero scambio con la Cina (la Svizzera è stata il primo paese dell’Europa continentale a concluderne uno), l’ospitalità concessa agli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto siriano e il lavoro svolto in seno alle Nazioni Unite, dove Berna si è illustrata per credibilità e indipendenza, lavorando in particolare per una riforma del funzionamento del Consiglio di sicurezza. Guardando appena aldilà dei confini nazionali, con gli Stati vicini sono state solo parzialmente risolte le pendenze in materia di fiscalità e trasporti.
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