Un membro pentito di al Qaida o dell'autoproclamato Stato islamico deve poter beneficiare dello stesso trattamento di uno di mafia, ma il Consiglio nazionale non intende creare uno statuto speciale che permetta di scambiare informazioni preziose per gli inquirenti con uno sconto o addirittura un'esenzione dalla pena.
I due aspetti erano oggetto di altrettante mozioni. La prima è stata accolta tacitamente, mentre la seconda, firmata dal socialista basilese Claude Janiak, già accolta dagli Stati e difesa in aula dal liberale-radicale ticinese Giovanni Merlini, è stata respinta con 108 voti contro 72.
Il democentrista Yves Nidegger e la consigliera federale Simonetta Sommaruga hanno sostenuto con successo la tesi opposta: da un lato la popolazione non capirebbe che criminali incalliti possano così scampare al carcere, d'altra parte della novità avrebbero approfittato soprattutto i capi delle organizzazioni, la cui collaborazione sarebbe più preziosa e avrebbero potuto "comprarsi la libertà". Già oggi riduzioni alla condanna sono possibili, ma solo a posteriori e non concordate a inizio istruzione.
pon/ATS





