Il Consiglio di Stato neocastellano ha presentato lunedì un catalogo di misure volto a rendere il cantone più competitivo e dinamico: sono previsti sgravi fiscali per 120 milioni di franchi, che dovrebbero essere compensati con l'afflusso di nuovi contribuenti. Ne beneficerà in primo luogo la classe media, il cui onere fiscale a Neuchâtel è particolarmente elevato.
"Per favorire la permanenza dei contribuenti nel cantone", il tasso d'imposizione del valore locativo dell'abitazione occupata dal suo proprietario scenderà da 4,5 al 3,6% per gli stabili il cui valore non supera il milione di franchi, ha precisato il capo del Dipartimento delle finanze Laurent Kurth.
A livello della fiscalità delle imprese, saranno aboliti gli statuti speciali, mentre il tasso ordinario d'imposta sugli utili scenderà dal 15,6 al 13,4%. L'imposizione dei dividendi salirà al 70%, mentre le attività di ricerca saranno promosse tramite deduzioni fiscali fino ad un massimo del 40%.
La riforma fiscale destinata alle persone fisiche comporterà entrate per il cantone e i comuni di 76,6 milioni di franchi, mentre le misure riguardanti le persone giuridiche totalizzano un importo di 44,7 milioni.
Parallelamente sono previste riforme della perequazione finanziaria intercomunale, il cui obiettivo è di "evitare l'approfondimento delle disparità fra i comuni e favorire una maggiore equità e coesione cantonale". Qualora dovesse essere approvato dal Gran consiglio, il catalogo di misure potrebbe entrare in vigore nel 2020.





