I comitati promotori di iniziative popolari o referendum, le organizzazioni di raccolta delle firme, i partiti, le associazioni di categoria e altre cerchie interessate possono aderire da oggi a un nuovo codice di condotta, presentato giovedì dalla Cancelleria federale. A medio e lungo termine questo nuovo strumento - facoltativo e giuridicamente non vincolante - dovrà contribuire a preservare l’integrità di questo processo, scosso da recenti scandali.
In particolare, chi aderisce al codice si impegna a rispettare standard tesi a ridurre il rischio di abusi in questo ambito e a favorire l’individuazione di pratiche illecite o disoneste. I fornitori commerciali dovranno in particolare garantire una tracciabilità, così da poter risalire all’operatore responsabile in caso di irregolarità.
L’autoregolamentazione è stata scelta quale soluzione intermedia fra la rinuncia a qualsiasi misura supplementare e l’adozione di provvedimenti rigorosi che richiederebbero modifiche legali.
Le origini dello scandalo
Lo scandalo delle firme falsificate - da società pagate per svolgere la raccolta - era emerso nel 2024, portato alla luce dalle testate di Tamedia dopo che i promotori dell’iniziativa per il Servizio civico si erano insospettiti a causa del gran numero di sottoscrizioni a sostegno del loro testo, risultate non valide al momento dei controlli. Il Ministero pubblico della Confederazione aveva aperto un’inchiesta e la Cancelleria federale aveva sporto una seconda denuncia penale, dopo quella del 2022. I controlli erano stati quindi rafforzati e da allora - sempre secondo la Cancelleria - i casi sono diminuiti. Le denunce sono però nel frattempo salite a cinque.
Notiziario 11.00 del 26.03.2026









