Il Servizio delle attività informative della Confederazione ha scoperto, negli ultimi quattro anni, alcuni casi di spionaggio diplomatico in Svizzera. Lo ha rivelato Markus Seiler, il direttore del SIC, in un'intervista pubblicata mercoledì dalla Neue Zücher Zeitung, nella quale dichiara che quello più recente risale a due mesi fa.
Seiler non ha precisato da quali paesi siano state inviate le spie e ha ammesso che il problema, non esageratamente frequente, viene risolto discretamente. Il motivo per cui il loro numero sia relativamente ridotto potrebbe essere legato alla rilevanza sempre maggiore del cyberspionaggio.
Dall'intervista emerge inoltre che i servizi d'informazione svizzeri continuano a non avere alcuna cooperazione diretta con l'Agenzia americana per la sicurezza nazionale a causa della differenza nei metodi d'intervento, in particolare in materia di ascolti telefonici. Le intercettazioni, in Svizzera, devono essere infatti autorizzate da un giudice e dalla Delegazione sicurezza del Consiglio federale e non oltrepassano la dozzina di casi all'anno.
ATS/NC




