Per la prima volta in Svizzera gli abitanti di un comune si sono espressi sulla presenza di un centro per richiedenti asilo. È accaduto giovedì sera nella località turgoviese di Steckborn, dove il mantenimento della struttura, dopo quasi due ore di discussione, è stato approvato a larga maggioranza.
Un Movimento cittadino chiedeva invece la chiusura del centro, mediante la rescissione del contratto fra il Comune e la Segreteria di Stato per la migrazione (SEM).
All’assemblea comunale straordinaria hanno partecipato in totale 692 elettori: solo poche decine di persone hanno appoggiato la proposta del movimento cittadino che avrebbe portato alla chiusura del centro. Il movimento aveva presentato 130 firme lo scorso dicembre e quindi, secondo lo statuto del comune di circa 4’000 abitanti, potevano convocare un’assemblea straordinaria.
Il portavoce della SEM Reto Kormann si è detto sollevato e orgoglioso di questa decisione chiara e democratica a favore del centro per richiedenti asilo.

Un momento dell'assemblea straordinaria di giovedì sera
Le argomentazioni sulla sicurezza respinte
Secondo i promotori dell’iniziativa, una parte della popolazione si oppone all’alloggio dei richiedenti nella località a causa di problemi di sicurezza, tra cui violazioni di domicilio, furti, minacce, molestie, risse, atti di inciviltà e ubriachezza molesta.
La polizia cantonale turgoviese respinge però al mittente le argomentazioni: da un punto di vista statistico, la polizia afferma di non avere “alcuna indicazione che il centro di accoglienza per richiedenti asilo abbia un impatto negativo sulla situazione della sicurezza a Steckborn”.
Anche il sindaco del paese, Roland Toletti (senza partito), ha preso le distanze dai promotori. A suo avviso, la risoluzione del contratto non è una soluzione e non è difendibile da un punto di vista morale ed etico.
Notiziario 11.00 del 16.02.2024

Richieste d'asilo in crescita
Telegiornale 15.02.2024, 12:30










