Svizzera

Svizzera, dirigenti sempre più anziani

Il nuovo report di Schilling mostra un rallentamento della diversità di genere e un forte invecchiamento dei quadri aziendali: solo il 9% dei membri di direzione ha meno di 45 anni

  • Un'ora fa
 L’età media dei dirigenti in Svizzera ha raggiunto i 53 anni, tre in più rispetto al 2011
01:45

Radiogiornale delle 12.30 del 26.02.2026 - Dirigenti sempre più anziani: il servizio di Gianluca Olgiati

RSI Info 26.02.2026, 17:00

  • iStock
Di: ATS/Radiogiornale - Gianluca Olgiati/YR 

I vertici delle principali aziende svizzere stanno cambiando volto. O meglio: stanno invecchiando. È uno dei dati più evidenti emersi dall’edizione 2026 dello Schillingreport, il rapporto annuale pubblicato dalla società zurighese Guido Schilling, specializzata nel reclutamento di quadri dirigenti.

Rispetto a vent’anni fa, i membri delle direzioni generali hanno oggi un’età significativamente più elevata. Se allora meno della metà aveva più di 50 anni, oggi la proporzione è salita al 72%. L’età media ha raggiunto i 53 anni, tre in più rispetto al 2011. E anche il momento della nomina si è spostato in avanti: l’ingresso in una direzione avviene ora attorno ai 50 anni, contro i 46 di due decenni fa.

Secondo Guido Schilling, non si tratta di una mera questione demografica: “Il mondo è diventato più complesso e richiede esperienza. Le aziende cercano profili che abbiano maturato molteplici competenze e una leadership consolidata”. Una logica che però genera un effetto collaterale: solo il 9% dei membri delle direzioni ha meno di 45 anni. Due decenni fa erano quasi uno su quattro.

Questa omogeneità anagrafica, avverte Schilling, può generare punti ciechi strategici. Le generazioni più giovani sono spesso quelle che colgono più rapidamente i segnali deboli del mercato, le nuove tecnologie e i cambiamenti nei comportamenti di consumo. La deresponsabilizzazione o l’esclusione della fascia sotto i 45 anni potrebbe quindi limitare la capacità di innovazione dei vertici.

Quote femminili: slancio fermo, obiettivi ancora lontani

Negli anni scorsi l’attenzione si era concentrata soprattutto sulla rappresentanza femminile, con gli obiettivi fissati dalla politica: 30% nei consigli di amministrazione e 20% nelle direzioni. Ma meno di tre quarti delle aziende ha raggiunto queste soglie.

E ora la spinta sembra essersi fermata. Le percentuali sono stagnanti: 22% nelle direzioni generali e 34% nei consigli di amministrazione. Secondo Schilling, molte aziende si sono limitate a soddisfare formalmente i requisiti legali senza però lavorare su un percorso strutturale di crescita femminile a tutti i livelli dell’organizzazione. Non sarebbe stata compresa l’importanza strategica della diversità, non solo come questione di equità, ma come leva competitiva.

Ricerca di nuovi profili

Le sfide legate ai mercati globali e alla digitalizzazione hanno invece portato a un cambiamento dei profili nei consigli di amminstrazione: sempre meno giuristi, sempre più economisti, ingegneri ed esperti di tecnologia.

Un’evoluzione che riflette le nuove priorità strategiche delle grandi aziende elvetiche: innovazione, trasformazione digitale, analisi dei dati, sostenibilità e resilienza delle catene globali del valore.

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