Si chiama "truck platooning" ed è una nuova tecnologia di trasporto che viene già sperimentata in diversi paesi europei: camion che viaggiano da soli in fila indiana, a pochi metri gli uni dagli altri grazie a radar, telecamere e GPS. Un autista basta per tutto il convoglio e grazie all'aerodinamica si risparmia anche benzina, stando alla Ertico, associazione pubblico-privata che riunisce un centinaio di partner. Ma è una novità che in Svizzera non ha futuro, sia per i difensori dell'ambiente che per gli stessi autotrasportatori.
Marina Carobbio, vicepresidente dell'Iniziativa delle Alpi, parla di "un'evoluzione molto pericolosa per l'obiettivo di trasferimento delle merci su rotaia". La gomma diventerebbe infatti più attrattiva e l'economicità dei consumi verrebbe vanificata da un incremento del numero di mezzi pesanti.
"Il territorio elvetico non è adatto, le distanze sono troppo brevi e non renderebbe", secondo il consigliere nazionale Ulrich Giezendanner, proprietario di una delle maggiori ditte svizzere del settore. C'è pure la componente umana: molti conducenti resterebbero senza impiego.
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