L'uomo di 54 anni che aveva ucciso un fedele durante la preghiera in una moschea di San Gallo si è visto ridurre la pena di due anni. Il Tribunale penale sangallese lo ha condannato in appello a 16 anni di carcere per omicidio.
Nella sentenza pubblicata giovedì, i giudici cantonali hanno confermato i capi d'accusa del Tribunale del distretto: omicidio, messa in pericolo della vita altrui e violazione ripetuta della legge sulle armi. Tuttavia, tenendo conto del fatto che la vittima aveva ferito l'assassino nel 1997 e ucciso suo fratello (per legittima difesa), hanno ritenuto opportuno abbassare la pena da 18 a 16 anni.
L'azione compiuta dall'uomo serbo-albanese è stata giudicata "senza scrupoli" dal Tribunale e il 54enne dovrà versare 278'000 franchi alla famiglia della vittima: un 51enne svizzero di origine albanese, padre di quattro figli.
ATS/eb






