Ha prodotto risultati molto inferiori alle aspettative il programma “Solar express” con cui la Confederazione - dopo lo scoppio della guerra in Ucraina - aveva deciso di semplificare e accelerare la costruzione di grandi parchi solari in montagna, entro la fine di quest’anno.
Le difficoltà logistiche sono state un po’ sottovalutate, come mostra - tra i tanti - l’esempio di Madrisa, vicino a Klosters. Solo una piccola parte dell’impianto solare della stazione sciistica è già collegata alla rete. Il resto rimane ancora in fase di costruzione.
“La logistica è l’aspetto più complesso” spiega il capo progetto di Repower, Fabio Maurizio. “Penso al trasporto, ad esempio. Poi abbiamo bisogno di molto materiale per le strutture di supporto. Molti dimenticano che la struttura di fissaggio dei pannelli costituisce la maggior parte dei costi di un’installazione e la costruzione in acciaio è molto costosa.”
Solar express voleva che il maggior numero possibile di impianti alpini producesse almeno una parte della elettricità che consuma entro il 31 dicembre 2025. Ma non è andata così.
Oltre a Madrisa, ci sono solo altri tre impianti già collegati alla rete di distribuzione elettrica nazionale Altri 25 impianti sono in arrivo: le assemblee comunali hanno dato l’ok, le domande di costruzione sono state presentate o sono disponibili. Ma un numero analogo di progetti è finito nel nulla. La stessa Repower ha deciso - per il momento - di non costruire il secondo impianto sopra Laax, nonostante abbia già ricevuto i permessi.
“A Laax le condizioni meteorologiche sono estreme, e questo rende il progetto ancora più costoso”, continua Maurizio. ”La sottostruttura deve essere ancora più stabile. E anche i costi di trasporto sono più elevati”. Quanto invece all’impianto realizzato, ci vorranno ancora due anni prima che sia completato e completamente messo in rete.
Oltre ai costi, in alcuni casi è stata la resistenza delle comunità locali a bloccare i progetti.
Nonostante tutte queste difficoltà, la Confederazione non intende cambiare direzione vuole continuare a investire sul fotovoltaico. Da domani sarà versato un cosiddetto “bonus invernale” per i grandi impianti che - anche a basse quote - producono molta corrente, soprattutto in inverno, quando la Svizzera è più dipendente dalle importazioni. Il problema per il quale il Solar express era stato lanciato.

LU: una cartina per il fotovoltaico invernale
Telegiornale 31.12.2025, 20:00




