Svizzera

Surses e gli altri no, offensiva solare a rischio? 

Quella in Val Nadro, nel comprensorio di Savognin, è l’ultima delle tante bocciature dei grandi progetti di parchi solari alpini: su 54 progetti solo sette in stadio avanzato – L’analisi

  • 30 gennaio, 12:48
  • 30 gennaio, 15:55
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RG 12.30 del 30.01.2024 - La diretta di Anna Riva

RSI Svizzera 30.01.2024, 12:44

  • archivio keystone
Di: RG-Riva/RSI Info

Non ci sarà nessun impianto fotovoltaico in Val Nandro, nel comprensorio sciistico di Savognin. Come noto, l’assemblea comunale di Surses - ieri sera, lunedì - ha infatti detto chiaramente detto no al progetto dell’azienda elettrica della città di Zurigo, la EWZ. La protezione della natura e del paesaggio hanno prevalso sulle entrate supplementari nelle casse comunali.

Quello di Surses non è il primo grande impianto solare alpino a non convincere la popolazione, e l’impressione è che a parole tutti siano per la svolta energetica, poi nei fatti poi però le cose cambino.

RG 12.30 del 30.01.2024 - Solare bocciato a Surses, il servizio di Manuele Ferrari

RSI Ticino e Grigioni 30.01.2024, 12:46

  • EWZ

Si tratta infatti di una costante che negli ultimi mesi ha significato la fine di diversi progetti. Su grandi impianti solari ad alta quota si è votato in oltre 30 Comuni: molte di queste consultazioni sono finite con un sì appena risicato, un terzo è stato addirittura respinto, come a Surses. O come in Vallese, dove lo scorso settembre la popolazione ha detto no alla rapida costruzione di mega-impianti nello spazio alpino. I timori di regola sono legati da un lato all’intervento negli spazi naturali, magari finora pressoché intatti, dall’altro al deturpamento del paesaggio.

Nel caso di Surses, infatti, anche le organizzazioni turistiche si sono schierate contro il progetto dell’azienda elettrica zurighese, preoccupate che i turisti avrebbero in futuro potuto evitare Savognin a causa dell’impianto. Timori molto concreti, connessi alla realtà locale, che magari - per tornare al discorso iniziale - sostiene anche di principio il potenziamento delle rinnovabili, ma stenta a capire perché quello specifico progetto con quella specifica forma debba essere realizzato proprio lì.

Offensiva solare a rischio?

Una serie di no che mette però a repentaglio l’offensiva solare “Solarexpress” voluta dal Parlamento, decisa per garantire una maggiore produzione di energia, specialmente in inverno. Tra ricorsi e opposizioni, i mesi scivolano via. Questi grandi parchi solari alpini hanno tempo fino alla fine dell’anno prossimo per fornire una determinata quota di elettricità, altrimenti niente sovvenzioni da Berna. Un termine vicino, vicinissimo per opere di questo genere, fissato volutamente dal Parlamento per una rapida realizzazione dei progetti. Ad oggi sono 54 quelli in via di pianificazione, solo sette però sono attualmente in uno stadio avanzato.

Un sospiro di sollievo di recente le aziende elettriche l’hanno però tirato: il ministro dell’energia Albert Rösti, pur non volendo prolungare il termine, ha lasciato intendere che, se un impianto alla fine del 2025 è pianificato o autorizzato ma non ancora allacciato alla rete, si troverà una soluzione per assicurare il versamento dei fondi federali. Uno spiraglio di speranza per le imprese e un accenno di compromesso tra la rigida volontà politica e la realtà dei fatti.

Bocciato il parco solare nei Grigioni

Telegiornale 30.01.2024, 12:30

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