Il WWF si oppone a una riduzione delle superfici delle bandite di caccia alta decisa dai responsabili del Dipartimento del territorio per il periodo 2014-2019 e auspica un loro ripensamento.
La limitazione prevista è di 142 km2, ovvero il 40% in meno rispetto alla situazione attuale, si legge in una nota diffusa mercoledì, e si si applicherà anche laddove una riduzione dei capi di ungulati non si giustifica. Aumenta invece – secondo l’organizzazione ambientalista - “ il rischio di una mattanza al momento dell’apertura alla caccia delle zone attualmente a bandita”.
Inoltre “i danni alle foreste causati dagli ungulati concentrati all’interno delle bandite residue saranno ingenti”. Infine per il WWF aumenterebbe la pressione venatoria su camosci e caprioli, specie già in difficoltà.
Red. MM.
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L'intervento di Francesco Maggi
RSI Info 30.04.2014, 14:05







