"Le erbacce nascono e crescono senza chiedere il permesso, senza che alcuno le coltivi. Lo stesso avviene per le molte traiettorie che intersecano le nostre vite". Cosi gli organizzatori spiegano perché hanno voluto intitolare alle erbacce la sagra di Meride, giunta alla seconda edizione.
Momenti di incontro e attività per bambini ed adulti senza un filo conduttore preciso (proprio come le cose che capitano nella vita) ma alcuni temui ricorrenti: le solitudini, le fragilità e - come contrappunto - l’urgenza di ritrovarsi, di allestire contesti conviviali per rigenerarci.
Alcuni hanno provato a tessere, altri mani hanno creato palline di semi per le api. E non sono mancate anche proposte culinarie a tema: le corti e la piazza si sono animate, offrendo occasioni di conoscere le opportunità del territorio, intrecciare nuovi legami e valorizzare gli spazi.
Una sagra creata nel modulo cittadinanza attiva dagli studenti del bacherlor in lavoro sociale e realizzata in collaborazione con numerosi enti.







