La Svizzera non è un’eccezione, in tutta Europa le linee puntano verso il basso, natalità, fertilità... in meno di 10 anni le nascite in Svizzera sono calate di quasi il 10% con un tasso sceso a 1,3 figli per donna. Un fenomeno in parte camuffato dall’immigrazione, ma ben noto agli esperti. Uno studio dell’università di Zurigo porta ora nuovi elementi di riflessione. Bruno Inthurn è professore emerito di medicina riproduttiva presso l’ateneo riassume la questione così: “Tutto il nostro corpo si è adattato a una speranza di vita molto più lunga, tranne gli ovuli delle donne. Una sorta di dilemma, di trappola. Progetti di vita su un orizzonte di 85 anni, ma un orologio biologico che corre come prima. Molte persone non ne sono consapevoli”.
Lo studioso, intervenendo a SEIDISERA, si dice “sorpreso da come la gente sottovaluti l’impatto dell’età sulla fertilità. Per gli uomini diminuisce gradualmente dopo i 40-45 anni, mentre nelle donne il calo è molto più repentino dopo i 35 anni”.
La fertilità, solo uno degli aspetti analizzati dallo studio realizzato per conto della IBSA Foundation per la ricerca scientifica di Lugano. I ricercatori hanno interpellato 5’000 persone. Ne è emerso un Paese di genitori tardivi, l’età media delle donne alla nascita del primo figlio oltrepassa i 31 anni, ma anche un’infertilità già sperimentata da una persona su cinque.
E c’è di più, non avere figli è sempre più spesso una scelta consapevole, voluta, come rileva il professore di sociologia Jörg Rössel, autore dello studio: “Avere figli o no è diventata una scelta individuale, non più dettata, imposta dalle norme sociali. Ci sono tante altre priorità nella vita considerate legittime”, spiega Rössel. Lo confermano le cifre: la quota di giovani che scelgono consapevolmente di non avere figli è triplicata in 10 anni, dal 6 al 17%.
Anche la politica deve preoccuparsi? A lungo termine sì, dice Katja Christ, consigliera nazionale verde liberale: “Non si possono obbligare le persone ad avere figli, ma possiamo migliorare le condizioni per i genitori e l’accesso ai metodi di procreazione assistita”, dice la parlamentare basilese, una della promotrici di una svolta in parlamento. Quella che dovrebbe permettere presto non solo la donazione di sperma, ma anche quella degli ovociti femminili. Una proposta di legge è attesa entro fine anno. Intanto sempre più donne in Svizzera decidono di congelare i propri ovociti per prolungare il periodo di fertilità e tentare così di sfuggire all’orologio biologico.







