Un consulente bancario italiano quarantenne, residente in Ticino, è stato rinviato a giudizio alle Assise correzionali di Lugano dalla procuratrice Fiorenza Bergomi , con l’accusa di riciclaggio di denaro (in correità con altre tre persone straniere, nei riguardi delle quali si procede separatamente) e di carente diligenza in operazioni finanziarie.
I reati – come comunicato oggi, mercoledì, dal Ministero pubblico – sarebbero avvenuti fra i mesi di giugno e settembre del 2011. L’accusato avrebbe compiuto atti tali da vanificare l'accertamento della provenienza, il ritrovamento e la confisca di valori frutto di un crimine. Avrebbe inoltre collaborato alla collocazione di valori patrimoniali senza accertarsi, come richiesto dalla sua funzione professionale, dell’identità degli aventi diritto economico.
L’accusato, dal canto suo, contesta ogni addebito. L’ipotesi di reato è basata su una sola operazione bancaria, un bonifico di 1'600'000 dollari, che l’uomo ha gestito in qualità consulente. I soldi erano però provenienti da una truffa condotta all’estero da altre tre persone e, secondo l’avvocato difensore, il 40enne non era a conoscenza che l’importo fosse provento di reato, questo dopo aver fatto le necessarie verifiche, ritenute però non sufficienti dalla Magistratura.
LudoC.







