Dalla Svizzera italiana per la Svizzera italiana. È con questo slogan che oggi è partita da Lugano la prima distribuzione di vestiti, raccolti in Ticino dalla Fondazione Amici della Vita , a chi è in ristrettezze economiche. “In sostanza la nostra azione, denominata ‘VestiTiVesto’, è indirizzata a quelle persone che, per varie vicende della vita, si trovano in difficoltà (marcata e documentata). Quindi anche a chi attualmente è disoccupato o in assistenza”, ci spiega il presidente Klaus Stocker.
Prezzo simbolico di 1 o 2 franchi
In realtà gli abiti non vengono regalati, ma venduti al prezzo simbolico di 1 o 2 franchi. “Ciò è pensato per superare quello scoglio della vergogna che una persona può provare”, precisa Stocker, non nascondendo che comunque “in questo modo possiamo anche recuperare almeno una parte delle nostre spese, come quelle di trasporto o di consegna”.
Soprattutto donne anziane e straniere
E nella saletta adibita all'esposizione degli abiti presso il Padiglione Conza, che apriva i battenti alle 14.00 (operazione che d’ora in poi si ripeterà una volta al mese e che prossimamente verrà estesa anche a Bellinzona, Biasca e nel Mendrisiotto) nella sola prima mezz’ora si sono presentate oltre 30 persone, la maggior parte donne anziane o di nazionalità straniera. Nessuna, però, ha voluto parlare. Troppo difficile e doloroso, sicuramente, raccontare la propria storia.
Un progetto-pilota a Caslano
Un progetto-pilota di distribuzione di abiti era già stato lanciato a metà luglio a Caslano, per testare se il servizio è ritenuto utile ed è apprezzato dalla popolazione. “E abbiamo potuto constatare – dice il presidente della Fondazione Amici della Vita - che l’interesse e la necessità c’è: ogni settimana, infatti, dalle 30 alle 40 famiglie si sono rivolte ai nostri volontari”.
Abiti di privati e dei grandi magazzini
Ma come vengono raccolti gli indumenti? “Diversi privati decidono di consegnarci i vestiti che loro non usano più per metterli a disposizione di chi invece ne ha bisogno”, risponde Stocker, il quale ci spiega che però anche diversi grandi magazzini collaborano con la fondazione: “Ci portano i vestiti fuori stock o che non riescono più a vendere”. Abiti che molte persone non potrebbero permettersi, ma che in questo modo possono dignitosamente comperare.
Sara Matasci
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Il dettaglio
Anche se può risultare difficile credere che in una città come Lugano ci possa essere chi deve ricorrere ad aiuti come quello offerto dalla Fondazione Amici della Vita, in realtà le persone in difficoltà nella città sono molte. Stando a uno studio , nel 2009 i nuclei famigliari che nonostante gli aiuti statali non raggiungevano il fabbisogno minino erano ben 1'339, vale a dire il 6,3%.
Prima di decidere di intervenire sul proprio territorio, la Fondazione Amici della Vita ha aiutato decine e decine di persone all’estero, specialmente in Romania e in Albania ( vedi VIDEO ).
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