Ticino e Grigioni

Abusi al Ciani, due anni e mezzo a testa

Condannati entrambi gli imputati; vittima credibile

  • 14.02.2012, 19:49
  • 05.06.2023, 18:06

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  • CSI 18.00 FRANCIOLLI - SENTENZA STUPRO 14.02.12.MUS

    RSI Info 14.02.2012, 18:46

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Due anni e mezzo di carcere a testa, ma solo otto mesi da scontare in carcere: questa la condanna emessa oggi a Lugano nei confronti dei due giovani tunisini riconosciuti colpevoli di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere.

Il 23enne e il 21enne sono stati prosciolti dalle accuse di violenza carnale e coazione sessuale perché, ha spiegato il giudice Mauro Ermani, non vi sono prove che siano stati loro a far ubriacare e a drogare la donna di cui hanno approfittato sessualmente, la sera 28 maggio 2011 al Parco Ciani. Ne è risultato un ridimensionamento della pena chiesta dal procuratore pubblico Nicola Respini (sei anni), così come hanno sostenuto in aula gli avvocati difensori Mattia Guerra e Pietro Simona.

Le considerazioni del giudice

“Giudicando reati sessuali si fa un esame di credibilità delle versioni, verificando se sono lineari e costanti", ha commentato il giudice Ermani aggiungendo, "le versioni degli imputati sono state contraddittorie, hanno detto di tutto e di più, mentre la vittima è apparsa credibile, lineare, sincera su dettagli importanti".

Non vi sono però, ha aggiunto il giudice, elementi per affermare che sia stata un'azione premeditata e violenta, pur trattandosi di un atto “moralmente ignobile”. Una colpa frutto di egoismo e totale mancanza di rispetto per la vittima, ma la Corte delle Assise criminali ha tenuto conto delle circostanze, dell'incensuratezza e della giovane età delle vittime. Considerato il carcere preventivo già sofferto, i due potranno uscire di galera nel giro di qualche settimana, a patto che facciano subito rientro in Tunisia.

La ricostruzione

La donna, un passato difficile, già nota a diversi servizi assistenziali del Cantone, era stata ritrovata seminuda e in stato confusionale dall'agente di sicurezza che stava chiudendo i cancelli del Ciani. Quel giorno era giunta al Parco aggregandosi a una festa improvvisata; beve e consuma della marijuana.

È lì che il quartetto di richiedenti l'asilo la nota e, secondo il Procuratore pubblico Nicola Respini, decide di continuare a farla bere per poi approfittarne sessualmente. Almeno cinque volte, senza che lei possa opporsi, offuscata dall'alcool e dalla droga.

Antonio Civile

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