Dodici mesi di detenzione (di cui 8 già espiati) sospesi con la condizionale più l'espulsione per 5 anni dalla Svizzera: è la sentenza pronunciata mercoledì sera a Lugano dalla Corte delle Assise Criminali, al termine del processo nei confronti di un richiedente asilo tunisino ritenuto colpevole di atti sessuali con due bambine irachene di 6 e 8 anni.
La Corte, presieduta dalla giudice Rosa Item, ha dunque accolto le tesi del procuratore Arturo Garzoni, che, abbandonata l'ipotesi di reato più grave, imputava all'uomo alcuni reati sessuali avvenuti al centro d'accoglienza per richiedenti di Biasca lo scorso mese di febbraio. I racconti delle vittime e di alcuni testimoni sono stati giudicati credibili. Lui al contrario, è stato definito bugiardo e in alcun modo attendibile.
La difesa si era invece battuta per un proscioglimento, mettendo in dubbio la ricostruzione, le dichiarazioni dei testimoni e chiedendo un risarcimento.
Quotidiano/Red.MM



