È stato condannato a cinque anni e sei mesi di carcere il 25enne del Locarnese processato oggi (giovedì) alle Assise criminali di Lugano, con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato all’inguine un 43enne della stessa regione, la sera dello scorso 28 giugno in Piazza Grande a Locarno.
L’accusa principale era di tentato omicidio intenzionale, altri capi d’imputazione riguardavano l’infrazione e contravvenzione alle leggi federali su armi e stupefacenti. La Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermanni, ha di fatto confermato integralmente l’atto d’accusa.
I fatti avvennero per motivi che, a detta dello stesso giudice Ermanni, “è esagerato definire futili”: l’imputato non conosceva la vittima, che in quel momento stava discutendo con un suo amico, ma s’intromise per interrompere una banale lite sui dei cani. Lo fece sferrando due pugni al 43enne, accoltellandolo poi all’inguine con un coltellino militare. L’uomo finì a terra e perse in pochi minuti oltre un litro e mezzo di sangue. Si salvò solo poiché venne recisa una vena e non un’arteria. Il giovane, in seguito, se ne andò tranquillamente dalla piazza per andare a casa sua a dormire, non prima di aver buttato il coltello in un cestino. Circostanza, questa, ritenuta aggravante.
La Corte ha riconosciuto la colpa del 25enne da medio-alta a grave, per la futilità del movente e la facilità con la quale ha estratto l’arma, impiegandola contro il malcapitato. È stato concesso uno sconto di un anno rispetto ai sei anni e mezzo richiesti dal procuratore pubblico Andrea Pagani, in relazione alla difficile condizione famigliare dell’imputato: adottato, è stato buttato fuori di casa molto presto dal padre.
CSI/Red.MM
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CSI 18.00 GIANNINI processo 21.11.13.MUS
RSI Info 21.11.2013, 19:44
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