Tentato omicidio. È l’accusa principale di cui dovrà presto rispondere in aula una 30enne domiciliata a Savosa che – si è appreso venerdì – il 21 novembre 2021 accoltellò il compagno al culmine di un litigio.
Entrambi avevano assunto alcol e cocaina. Scoppiò la discussione che, dopo un po’ il giovane cercò di troncare uscendo dall’appartamento. Ma la donna glielo impedì, mettendosi davanti alla porta. Lui desistette, tornò sui suoi passi e, proprio mentre le dava le spalle, lei lo aggredì. Con un coltello per la carne lo ferì al collo, all’altezza della cervicale, provocandogli lesioni tali da renderne necessario il ricovero in ospedale.
E questo non fu che l’episodio più grave. Il drammatico epilogo di un rapporto turbolento, già segnato da violenze reciproche sfociate anche in procedimenti penali. I due erano noti alla polizia, che giunta sul posto faticò non poco a gestire la situazione. All'arrivo degli agenti la 30enne, ancora intenta a bloccare l’amico contro il muro, diede infatti in escandescenza. Di qui pure le ipotesi di coazione e di impedimento di atti dell’autorità.
Nei giorni scorsi la procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha firmato il rinvio a giudizio contro la donna, in carcere da allora. L’imputata, difesa da Luisa Polli, rischia fino a cinque anni. Da tempo soffre di problemi legati all’abuso di alcol. Tanto che il perito psichiatrico, oltre a ravvisare una lieve scemata imputabilità, ha suggerito la presa a carico con un trattamento di tipo stazionario. Alla Corte delle Assise Criminali, che sarà presieduta dal giudice Mauro Ermani, il compito di decidere.






