Un 30enne italiano è comparso oggi davanti alle Assise criminali di Lugano per il presunto stupro continuato della moglie. L’uomo, in carcere dal giugno dell’anno scorso, avrebbe ripetutamente violentato la donna in vari modi, a partire dall’autunno del 2023. L’accusa ha chiesto per lui 11 anni di carcere e l’espulsione dalla Svizzera per 15 anni. La difesa si è invece battuta per la scarcerazione immediata.
Nell’atto d’accusa sono indicati numerosi episodi di stupro, che l’uomo avrebbe compiuto ricorrendo a minacce verbali e violenza fisica. Parole come: “ti brucio con l’acido, ammazzo te e tutta la tua famiglia”. La donna sarebbe stata inoltre percossa con schaiffi, pugni e calci, anche mentre era incinta.
Il 30enne, difeso dall’avvocata Luisa Polli, contesta quasi ogni addebito: “non ho stuprato nessuno. Solo l’idea mi disgusta. Lei è sempre stata consenziente”, ha ripetuto più volte davanti alla Corte, presieduta dalla giudice Monica Sartori-Lombardi.
La perizia psichiatrica lo descrive come una persona affetta da “mascolinità tossica”, ravvisando, in ambito coniugale, un pericolo di recidiva medio-alto. Conclusioni su cui l’imputato si è detto in disaccordo.





