Il voto sulle stime immobiliari di domenica è solo l’inizio di un lungo processo nel quale, è certo, le discussioni non mancheranno. Dopo che il 74% dei cittadini ticinesi ha approvato la neutralizzazione degli effetti dell’aumento del valore degli immobili, il Cantone si prepara a un lungo percorso politico per adeguare 32 leggi che toccano fisco e prestazioni sociali.
Primo nodo: il modello di calcolo
Il primo passo sarà stabilire un modello di calcolo per definire i nuovi valori delle stime. La soluzione individuata dal Consiglio di Stato sarà presentata al Gran Consiglio attraverso un messaggio che potrà essere soggetto a referendum. Solo dopo si capirà come questi nuovi valori influiranno sulle 32 leggi di settore.
Imposta sulla sostanza e prestazioni sociali
Il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento finanze ed economia, ai microfoni di SEIDISERA ha spiegato che i fronti sono molteplici. “C’è il tema grande dell’imposta cantonale sulla sostanza. Non c’è un modello solo di intervento: c’è chi vorrà toccare l’aliquota, chi vorrà toccare la parte che non viene imposta della sostanza”, ha sottolineato il responsabile delle finanze cantonali prevedendo dibattiti sulla questione.
Sul fronte delle prestazioni sociali, gli ambiti interessati includono la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia, le prestazioni complementari AVS/AI, le rette nelle case per anziani sussidiate e gli aiuti allo studio.
Scadenza al 2035
La legge prevede che entro il 2035 si proceda con la revisione generale delle stime. Stime che attualmente in Ticino sono molto più basse del valore reale delle proprietà. Il Parlamento dovrà pronunciarsi alcuni anni prima della scadenza per permettere eventuali referendum popolari.
Il peso del 74%

Accolta la neutralizzazione delle stime immobiliari
Il Quotidiano 14.06.2026, 19:00
Il forte consenso popolare ottenuto dall’iniziativa popolare dell’UDC avrà il suo peso sul dibattito dei prossimi anni, ma è già quasi certo che la volontà espressa domenica dal 74% dei votanti non metterà termine alle discussioni. “Sia quando parliamo di uscite sia quando parliamo di entrate, si entra nei singoli dettagli. Lì cominceranno ad esserci i veti incrociati e le possibilità di referendum. Sarà molto importante vedere tutti questi interventi come un pacchetto di misure che, nel loro insieme, rispondono alla indicazione delle urne”, spiega Christian Vitta.
La posizione della sinistra
A prepararsi già per la discussione parlamentare è la sinistra che si è opposta senza successo all’iniziativa. Le occasioni di tornare a discutere del tema non mancheranno, essendoci la necessità di mettere mano a 32 leggi. “Per la maggior parte dei casi si tratta semplicemente di modificare la frazione della stima, per cui in realtà la modifica non è così complessa”, ha spiegato alla RSI Ivo Durisch, capogruppo socialista in Gran Consiglio. In altri casi invece si andranno a toccare questioni di fondo. “Quello su cui non transigeremo – sottolinea il parlamentare del PS - è che non ci sia nessuna plusvalenza fiscale, perché siamo in una situazione finanziaria insostenibile. Dal punto di vista finanziario bisognerà ricorrere a maggiori entrate e quella sulle stime è la più equa”.







