Il caso dei presunti mafiosi di Roveredo continua a far discutere in Gran Consiglio a Coira. Durante il dibattito sul programma annuale e il consuntivo, è tornato al centro il tema della lotta alla criminalità organizzata. E - a margine - è emersa un’altra novità. Il Dipartimento di polizia sta valutando di trattare il Moesano come una regione in situazione eccezionale, quasi a statuto speciale, in materia di casellario giudiziale e permessi. Una regione nella quale a chi vorrà ottenere il permesso B, non basterà presentare l’autodichiarazione introdotta di recente, ma ci vorrrà anche il casellario giudiziale. Esattamente come accade in Ticino da più anni. Questo a patto che le valutazioni in corso diano esito positivo.

Roveredo, mafia e permessi
Falò 19.05.2026, 20:45
Durante il dibattito tenutosi oggi, martedì, a Coira la questione ha tenuto banco anche perché a Berna il Consiglio nazionale poche ore prima, nel quadro di una sessione speciale dedicata alla sicurezza, aveva approvato una mozione del gruppo UDC che chiedeva il rilascio dei permessi solo dopo la consultazione del casellario. La mozione era stata depositata dopo il dramma di Crans-Montana, alla luce della posizione di Jacques Moretti, il proprietario del bar “Le Constellation” che aveva ottenuto il suo permesso malgrado la condanna in Francia a una pena detentiva di un anno per istigazione alla prostituzione. Nel testo si faceva riferimento anche agli arrestati abitanti a Roveredo. Il Consiglio federale invitava a respingere la proposta, ma la Camera con 121 voti contro 71 e 4 astenuti ha stabilito altrimenti.
Una mozione identica verrà discussa domani, mercoledì, dagli Stati. In caso di sì l’incarico al Governo sarà definitivo. La probabilità che ciò avvenga è alta, in particolare se i “senatori” UDC, liberali-radicali e del Centro voteranno compatti a favore, come fatto oggi dai loro colleghi consiglieri nazionali, sostenendo la possibilità di interpretare l’Accordo di libera circolazione in modo meno rigoroso.
Verso un nuovo giro di vite?
Il direttore del Dipartimento di polizia retico Peter Peyer ha chiarito che occorre guardare cosa succederà prossimamente alle Camere e vedere se si cambierà effettivamente la legge federale, ma - ai microfoni della RSI - ha anticipato che il Cantone sta valutando un ulteriore giro di vite per rispondere alle esigenze del Moesano. L’intenzione, data la particolarità di quanto avviene nella regione, è di rendere obbligatoria la presentazione del casellario giudiziale per la richiesta di un permesso.
In aula c’è stato anche chi ha chiesto più severità nel concedere licenze per gli esercizi pubblici, settore a rischio infiltrazione criminale. Nei Grigioni basta dimostrare di non essere stati condannati per reati legati al settore. In altri Cantoni si controllano anche altri tipi di reati.
Il Governo, è stato assicurato, valuterà quali leggi adattare e se spostare personale tra unità amministrative per lottare meglio contro la criminalità nel Moesano e nel resto del Cantone.
Casellario giuziale, il Ticino come esempio
SEIDISERA 16.06.2026, 18:00
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