Lugano si è adeguata a quanto stabilito dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali e perciò ha deciso d'applicare le nuove direttive che prevedono l'uso del giubbotto antiproiettile. Lo spiega alla Regione Ticino il vicesindaco e capodicastero Polizia Michele Bertini, precisando che tra le disposizioni spicca appunto l'adozione "a tappeto" del giubbotto.
Già previsto da anni per i turni serali e notturni e durante i posti di blocco, questo accessorio protettivo è indossato ora dai poliziotti luganesi anche di giorno e l’applicazione della normativa è stata estesa “in alcune circostanze” pure agli agenti ausiliari non armati.
Alla base del provvedimento vi sono i fatti di Nizza del 14 luglio scorso, con il terrorista che seminò la morte sul lungomare alla guida di un camion. Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale, spiega tuttavia che "lo stato d’allerta non è aumentato" nel caso di quest’ultima, sottolineando il fatto che che gli agenti di pattuglia hanno i loro giubbotti antiproiettile che vestono sotto la divisa a prescindere da quanto è accaduto.
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