L’agenzia di collocamento fornisce, al datore di lavoro, una persona da lui stesso indicata. Le versa anche il salario, in attesa che la ditta glielo rimborsi. È il cosiddetto sistema del Payroll. Ma stavolta le imprese altro non erano che società fantasma (tutte con sede a Lugano). Fasulli erano pure i dipendenti, che senza mai aver lavorato un solo minuto intascavano il denaro anticipato dalle agenzie per poi spartirselo con i complici. Il tutto – ha accertato l’inchiesta – per un guadagno di circa mezzo milione di franchi, sottratto tra il 2011 e il 2012. Ben una decina le agenzie di collocamento rimaste vittima del raggiro.
Le indagini, affidate al procuratore pubblico Moreno Capella, sono giunte ora a una svolta. Nei giorni scorsi si è riusciti a catturare la mente della truffa. Si tratta di un cittadino italiano domiciliato nella fascia di confine. Ad arrestarlo (per altri reati di natura finanziaria) sono stati gli inquirenti varesini, a cui la magistratura ticinese chiederà quanto prima assistenza giudiziaria. Rimane infatti ancora da identificare il resto della banda. Solo i finti impiegati dovrebbero essere una trentina.
Francesco Lepori
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