Scordiamoci il classico stereotipo del turista asiatico che, giunto in Ticino portando al collo le sue macchine fotografiche, è pronto a immortalare ogni angolo del cantone. Ad attirare alle nostre latitudini questi visitatori - ma soprattutto quelli benestanti cinesi - al giorno d’oggi è soprattutto la possibilità di fare shopping di alta qualità. Al massimo, dunque, ci sta una foto davanti al Fox Town di Mendrisio o in Via Nassa a Lugano.
Alla ricerca di oggetti di lusso
Ovviamente stiamo esagerando, ma è vero – e lo conferma il direttore di Ticino Turismo, Elia Frapolli – che in Ticino non esistono dei simboli forti conosciuti a livello internazionale (come la Tour Eiffel a Parigi, il Big Ben a Londra o il Cervino, per citare un esempio svizzero) in grado di attirare davvero l’attenzione del turista e quindi una sua visita assicurata. Ma da noi piace fare shopping.
E per tornare all’origine del nostro discorso, piace molto ai cinesi, i quali – dopo aver fatto un giro sul lago o aver visitato la Swissminiatur – si riversano nei piccoli e grandi negozi alla ricerca di orologi, gioielli, vestiti e altri oggetti di lusso con marchi svizzeri o internazionali. “Un segno di riconoscimento per quando tornano in patria”, commenta ancora Frapolli.
Toccata e fuga in Ticino
Questa dunque la giornata tipo di un cinese in Ticino. Una giornata e basta, perché poi si riparte (vedi box a lato) . Non perché non ci sia effettivamente altro da vedere, “ma perché il turista cinese contemporaneo, che viene probabilmente in Europa per la prima volta, in due settimane visita quattro o cinque paesi tra cui il nostro”, ci spiega il direttore di Ticino Turismo. “Ma si tratta di un mercato che evolve rapidamente e dunque nei prossimi anni questo visitatore quasi sicuramente deciderà di concentrarsi su una sola realtà”.
Marketing in Cina e accorgimenti in Ticino
E per cercare di fare in modo che per questo ulteriore viaggio i cinesi scelgano la Confederazione, l’ente cantonale da alcuni anni è attivo nel paese asiatico, in stretta collaborazione con Svizzera Turismo, indirizzandosi soprattutto ai tour operator. “Per i loro viaggi all’estero, infatti, i cinesi si affidano quasi esclusivamente a questi operatori”.
Un lavoro di marketing che però non si svolge solo all’estero, ma anche alle nostre latitudini. Ticino Turismo ha infatti reso attenti gli alberghi e gli attori del settore locali sull’importanza di questo mercato emergente per il cantone. “E spieghiamo quindi come interagire nel modo adeguato con questo tipo di turista”, ci dice Frapolli.
Una hotline per lo sdoganamento della merce
Ma non solo. Per cercare di assecondare le necessità del visitatore cinese, e questa è notizia di oggi, l’ETT ha concluso un contratto di assistenza telefonica costante e continua a disposizione dei turisti cinesi (vedi articolo allegato). “E’ un numero già attivo al quale risponde una piccola agenzia turistica di Lugano che lavora in stretto contatto con la Cina e quindi conosce molto bene le problematiche della sua popolazione”.
In particolare, questa hotline serve ai cinesi che vengono in Ticino a fare shopping – e qui torniamo da dove siamo partiti – e non sanno come comportarsi in dogana (anche, ma non solo, per il problema della lingua) se hanno acquistato oggetti di lusso di alto valore. “Un problema emerso soprattutto negli ultimi mesi e al quale abbiamo cercato di dare una soluzione in questo modo”. Il Ticino si apre dunque sempre più alla Cina (attualmente – per Frapolli – “uno dei mercati a più alto potenziale”) e a gioirne sono probabilmente soprattutto i commercianti.
Sara Matasci
Secondo i più recenti dati emessi dall’Organizzazione mondiale del turismo, la Cina è diventata il primo mercato turistico mondiale , superando per la prima volta Germania e Stati Uniti. Nel 2012 i turisti cinesi hanno speso per i viaggi all’estero circa 79 miliardi di euro: il 41% in più rispetto all’anno precedente. Una crescita che riflette l’ingresso nel mercato turistico mondiale di una nuova classe media cinese. Il Ticino, comunque, finora è stato toccato solo marginalmente da questo boom. “Rispetto ai 2,3 milioni di pernottamenti registrati in tutto il cantone lo scorso anno – spiega Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo - il mercato cinese rappresenta per ora solo una minima parte”.
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