Ticino e Grigioni

Aperture negozi, iniziativa in vista

La deputazione ticinese cerca consensi sulla proposta

  • 16.05.2012, 18:28
  • 4 maggio, 12:32
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I parlamentari ticinesi a Berna stanno valutando l’opportunità di presentare un’iniziativa sulle deroghe al lavoro domenicale nella vendita dopo lo stop annunciato negli scorsi giorni dal DFE, che mette a rischio l’attività di importanti centri commerciali ticinesi.

L’idea dei deputati, che è stata discussa nell’incontro odierno con il Consiglio di Stato, ha spiegato Fulvio Pelli , non è quella di promuovere aperture generalizzate ma di estendere la lista delle eccezioni in cui siano contemplato i casi di “turismo del commercio”, di cui il Fox Town di Mendrisio costituisce un chiaro esempio.

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Ma per il momento si tratta solo di un’ipotesi che dovrà essere esaminata alla luce dell’eventuale consenso politico che riuscirà a raccogliere al di là del Gottardo. Il pericolo è infatti quello di una bocciatura “federale” che cancellerebbe definitivamente ogni spiraglio di soluzione al problema che finora era stato tollerato con benevolenza dalla SECO. Per questi motivi i parlamentari ticinesi intendono muoversi solo nella seconda settimana della prossima sessione delle Camere, dopo aver verificato possibili convergenze di gruppi e deputati sulla proposta.

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Nell’incontro è stato fatto anche il punto sui progetti ferroviari che interessano il cantone, in particolare la circonvallazione di Bellinzona e la prosecuzione a sud di Lugano di AlpTransit, contenute nel pacchetto all’esame degli Stati. La commissione dei trasporti della Camera alta, che tratterà il tema nella sessione di settembre, ha sentito la settimana scorsa anche rappresentanti del Ticino e sono in corso le valutazioni del caso.

Linea del Gambarogno solo "complementare"

Ad allarmare il Consiglio di Stato sono state semmai le esternazioni nelle scorse settimane favorevoli al potenziamento della linea di Luino, da sempre caldeggiata oltre confine e che ora incontra i favori dell’operatore elvetico HUPAC. In proposito il presidente del governo Marco Borradori ha ribadito la posizione ticinese, orientata a “non stravolgere l’impostazione iniziale”, in considerazione della “fragilità” del Gambarogno dal profilo ambientale e paesaggistico-turistico.

La tratta di Luino va considerata “complementare” e utile a "sgravare quella principale del Ceneri, lungo cui dovranno passare almeno i due terzi delle merci" del traffico ferroviario nord-sud, ha insistito il direttore del Territorio.

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Soddisfazione per la ripresa del dialogo con Roma

È stata infine espressa soddisfazione per lo sblocco dei negoziati con l’Italia. In proposito, ha evidenziato Fulvio Pelli, sono stati fugati gli ultimi dubbi in sede di commissione economia degli Stati sugli accordi firmati con Germania, Gran Bretagna e Austria e “non dovrebbero esserci quindi più riserve parlamentari riguardo al cosiddetto modello Rubik" (imposta liberatoria sui capitali non dichiarati,ndr) che costituisce la base di partenza per la futura intesa con Roma. Naturalmente, ha aggiunto il presidente, la deputazione vigilerà affinché si giunga a una soluzione che sia gradita non solo a Zurigo ma anche in Ticino.

Leonardo Spagnoli

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