La cosiddetta "appaltopoli luganese" si appresta ad approdare in aula. Ieri il procuratore generale John Noseda ha infatti rinviato a giudizio i tre protagonisti della vicenda: il titolare di una ditta di Viganello e due funzionari della Città, nel frattempo licenziati, che ricavavano denaro dai mandati assegnati loro.
D’intesa con l’imprenditore maggioravano di volta in volta, a spese del Comune, le fatture dei lavori eseguiti dalla sua società, specializzata in pulizie e risanamenti. Poi s’intascavano la differenza. Sull’arco di tre anni, dal 2010 al 2013, avrebbero sottratto poco meno di 30mila franchi.
Alle Correzionali i due ex dipendenti dovranno rispondere d’infedeltà nella gestione pubblica, corruzione passiva, concessione di vantaggi e falsità in documenti. Speculari le ipotesi a carico dell’imprenditore portoghese: complicità in infedeltà nella gestione pubblica, corruzione attiva, accettazione di vantaggi e falsità in documenti. Gl’imputati sono rei confessi.
Francesco Lepori
CSI 18.00 del 12.11.2014 - Il servizio di Francesco Lepori









