Il Gran Consiglio ticinese ha approvato poco fa i crediti per la manutenzione delle strade nei prossimi 4 anni per un totale di 200 milioni. Il tema ha rischiato di essere rimandato in commissione della Gestione per alcuni dubbi giuridici sulla referendabilità obbligatoria, ovvero sulla possibilità del Parlamento di chiedere il voto popolare. Secondo il consigliere di Stato Claudio Zali la possibilità non era data; l’ufficio presidenziale, dopo una sospensione della sessione per una ventina di minuti ha deciso altrimenti. Cosa che ha scatenato scintille con il direttore del Dipartimento del territorio. Alla fine il Parlamento ha deciso di non approfondire, il rinvio è stata bocciato, bocciato il referendum, così come la richiesta della sinistra di dilazionare il credito su 5 anni. “Ciò comporterebbe una riduzione effettiva di un 20% con conseguenze sullo stato delle strade e con la messa a rischio di 10 posti di lavoro”, è stata la replica del direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali.

Risanamento strade, Parlamento spaccato
Il Quotidiano 22.01.2024, 19:00
Gran Consiglio, preventivo e crediti quadro
SEIDISERA 22.01.2024, 18:15
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