Una formazione per docenti che si ricollega alle direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico introdotte tre anni fa dal DECS. Anche se in seguito la cronaca, con l’arresto lo scorso marzo di un docente di una scuola media del Bellinzonese accusato di atti sessuali con fanciulli, ha riportato urgentemente l’attenzione sul tema. In Parlamento, a fine aprile, la direttrice del Dipartimento dell’educazione, Marina Carobbio, aveva annunciato un corso obbligatorio per i circa 4’000 insegnanti delle scuole dell’obbligo.
Tempistiche e modalità di questo percorso di sensibilizzazione, che si svolge online, vengono illustrate venerdì da una circolare inviata dal DECS al corpo insegnante. La formazione obbligatoria dovrà essere svolta tramite la piattaforma Moodle, quella già in uso nelle scuole per la didattica a distanza. A fornire ulteriori dettagli ai microfoni di SEIDISERA è Nicolò Osterwalder, copresidente della Commissione per l’educazione affettiva e sessuale nella scuola, organo che ha curato con vari esperti i moduli della formazione, che include anche dei contenuti multimediali, ma senza interazione.
“Abbiamo deciso di avviare questo percorso di sensibilizzazione proprio perché è un diritto di tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola dell’obbligo avere accesso a quella che è un’educazione affettiva e sessuale di qualità”, ha detto Osterwalder. “Per assicurare questo è necessario chiarire quali siano gli aspetti fondamentali e fare in modo che questi siano condivisi da tutto il personale docente. Per farli diventare parte di quella che è la cultura dell’istituto scolastico”.
I docenti avranno tempo fino a dicembre 2027 per completare in autonomia il percorso che è pensato, anzitutto, per fornire una base comune di conoscenze. Si parla anche di comportamenti inadeguati, ma il percorso spazia su molti altri temi: “Troviamo il rispetto, la salute sessuale, i diritti sessuali, il consenso nelle relazioni, la necessità di instaurare degli ambienti educativi che siano inclusivi. C’è una parte anche sulle pari opportunità e anche naturalmente tutto quello che è il tema della prevenzione degli abusi e dei maltrattamenti. Facendo poi tesoro dell’attualità negli ultimi tempi si spiega anche come gestire eventuali segnalazioni”.
Il riferimento va al caso giudiziario citato all’inizio. Anche se la proposta formativa, ha sottolineato Osterwalder, era in gestazione da prima, è frutto di un anno di lavoro e non è una reazione a quella specifica vicenda. Ma perché optare per una formazione online, anziché scegliere una formula che avrebbe permesso magari di raccogliere dubbi ed esperienze, dialogando direttamente con i docenti su questi temi delicati? “In questa prima fase non abbiamo optato per una formazione in presenza, proprio perché era necessario raggiungere in breve tempo un numero molto elevato di operatori scolastici oltre che di docenti della scuola pubblica”.
Un breve tempo che però sembra contrastare con l’anno e mezzo concesso ai docenti per seguire i moduli che non presentano interazione. Rilievi, cui Osterwalder ha risposto così: “Si tenga conto che la presentazione di questi temi riporta sempre a stimoli che servono proprio ad avviare una riflessione. Questa riflessione potrà poi essere portata anche all’interno degli istituti attraverso i plenum, proprio per individuare delle priorità per poi organizzare delle formazioni continue che siano realmente in presenza e che permettano anche una maggiore interazione”.
Riguardo al tema più attuale, quello della prevenzione contro gli abusi e i comportamenti inadeguati, la formazione online presenta, ha spiegato ancora l’interlocutori, “il quadro legale all’interno del quale ci si muove. In modo che, almeno dal punto di vista dei confini, tutto sia chiarito fin da subito. Poi evidentemente, vista la delicatezza del tema, aspetti più di dettaglio con esempi, e risposte a domande richiederanno una formazione in presenza. Tutto ciò sarà sviluppato attraverso iniziative più mirate”.
È la cosiddetta fase due. Ai docenti della scuola dell’obbligo verrà in ogni caso chiesto un feedback sulla formazione online. Una riflessione su un’estensione anche al settore medio superiore e alla scuola professionale è in corso.










