Ticino e Grigioni

Attilio non molla

Il ruolo di coordinatore della Lega, il futuro di Antonella e Boris, la lista per il Governo: Bignasca dice la sua

  • 10.09.2014, 18:58
  • 4 maggio, 13:39
Attilio Bignasca: "Resterò il coordinatore della Lega anche oltre aprile"

Attilio Bignasca: "Resterò il coordinatore della Lega anche oltre aprile"

  • rescue media

Nelle ultime settimane è stato ventilato da più parti, sui media, un possibile cambio della guardia alla testa della Lega dei Ticinesi. Ne parliamo con il coordinatore Attilio Bignasca.

Recentemente ha avuto dei problemi fisici e c'è chi sostiene che presto potrebbe lasciare. Magari ad aprile, dopo la conferma dei due ministri..?
“Anche se c’è chi mi vuole rottamare se le condizioni di salute me lo permetteranno resterò il coordinatore della Lega anche oltre aprile. E comunque non vedo la coda dietro la porta per prendere il mio posto”.

Si può, comunque, tracciare l’identikit del futuro coordinatore dei colonnelli leghisti?
“Non sono i colonnelli che fanno la Lega. Sono i nostri elettori. Quindi fino a quando non sentirò un vento contrario alla mia presenza resterò al mio posto. I colonnelli hanno solo vantaggi, visto che il sottoscritto gli toglie le castagne dal fuoco”.

Ma lei intravvede qualcuno che potrebbe assumere questo compito?
“Io ho assunto questo ruolo perché mi sono reso conto, subito dopo il decesso di mio fratello, che nessuno avrebbe potuto fare il presidente. Sarebbe stato confrontato giornalmente con quello che faceva mio fratello e sarebbe andato in burn-out in un mese. Cosa avrebbe fatto Giuliano non lo so. Io ho fatto quello che ho ritenuto fosse meglio per la Lega”.

Antonella Bignasca, come scrive LiberaTv, potrebbe essere il suo successore?
“Conoscendola, non credo. Lei, dopo la prima legislatura in Gran Consiglio, non ha più voluto sentire parlare di liste o di direzione. Dunque ne dubito. Non bisogna dimenticare che potenzialmente era già municipale a Lugano e ha rinunciato. E’ troppo riservata per mettersi a fare il coordinatore”.

Insomma Antonella potrebbe rifiutare…
“Non so se lo fa per me. Si rende conto anche lei che sono vecchio e che non posso più dare quello che davo 20 anni fa alla Lega. Però la situazione è quella che è e dunque finché non c’è un motivo importante per cui io debba lasciare questo ruolo... è inutile fantasticare sui possibili successori. Potremmo anche tenere un congresso e nominare un presidente: farlo dopo una vittoria nell’elezione al consiglio di Stato sarebbe magari anche più facile. Ma non vedo ancora una figura adatta”.

Quale il futuro di Boris Bignasca?
“Dipende da lui. Deve decidere se vuole andare ancora il lista e quale futuro vuole nella Lega. Non penso che si accontenterà del ruolo di presidente dei giovani leghisti. Ma ha talmente tanti anni davanti a sé che potrebbe anche aspettare”.

I due seggi in Governo sono al sicuro?

“Non ho grosse preoccupazioni. Ci sarà un frastagliamento enorme. Gobbi farà diverse preferenze e Zali si sta muovendo molto bene. Anche senza l’effetto Borradori non vedo chi potrà scalzarci dal secondo seggio”.

Lista: due nomi sono confermati, il terzo è Caverzasio?
“Non faccio nomi. La lista verrà comunicata a fine gennaio”.

E su Guerra e Rückert che dice?
“Ed il locarnese? Lo lasciamo sguarnito? La lista è un anno che ce l’ho in mente. Ma non ho ancora sondato gli altri. Ripeto: decideremo a fine gennaio e fino ad allora possono capitare tante cose, nel bene e nel male. Senz’altro vogliamo fare una lista forte. Perché l’esperienza ci ha dimostrato che le liste di accompagnamento sono pericolose".

Allora togliamo Guerra e mettiamo Badasci…
“Non è detto. I nomi possono anche essere altri. Rückert è molto giovane, come Guerra d’altronde. Bisogna vedere se il movimento giovanile esprimerà un suo candidato. Badasci è valido, conosciuto ed ha una solida base elettorale, ma ha anche una professione. Aspettiamo”.

Ci sarà un posto per l’UDC?
“Sono convinto che la lista unica non ci avrebbe fatto guadagnare voti. Quindi se l’UDC vorrà andare per la sua strada, faccia pure".

Una curiosità: da dove viene il nomignolo "Conte zio"?
“Probabilmente da mio fratello, quando parlava con Boris. Le denominazioni qui vanno e vengono. Ed una delle fortune del Mattino sono proprio i nomignoli, come il “Messner di Cavergno” di domenica scorsa. Servono a sdrammatizzare. Mi chiamano anche “Nonno Lac”, ma preferisco il primo perché normalmente lo zio è più giovane del nonno”.

Intanto, la notizia è di mercoledì, Boris Bignasca va in Pretura
“Quello che è successo nel caso in questione in buona parte si è svolto qui nei corridoi di via Monte Boglia, se ci sarà da andare in Pretura andrò io a testimoniare”.

Joe Pieracci

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