Svizzera

Allarme annegamenti in Svizzera: già 15 vittime quest’estate, 4 in Ticino

Le giornate calde spingono sempre più persone a cercare refrigerio in acqua. Le vittime più spesso sono uomini. Sacha Gobbi: “La prevenzione funziona”

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Un annegamento risale al 26 giugno, quando un 75enne ha perso la vita a Porto Ronco

Un annegamento risale al 26 giugno, quando un 75enne ha perso la vita a Porto Ronco

  • Rescue Media
Di: Joe Pieracci 

Quest’estate in Svizzera almeno 15 persone hanno perso la vita in incidenti legati alla balneazione, un numero già superiore a quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso. Il bilancio è più alto rispetto agli ultimi due anni, ma resta sotto i livelli delle estati 2022 e 2023. Per un dato definitivo bisognerà però attendere la fine della stagione balneare.

Secondo la Società Svizzera di Salvataggio (SSS), in passato gli annegamenti erano molto più frequenti: tra il 1931 e il 1974 si registravano molti più casi, poi il numero è diminuito fino ad arrivare a circa 50 decessi l’anno, pari a circa 0,5 morti ogni 100’000 abitanti.

Le giornate calde e il bel tempo spingono sempre più persone a cercare refrigerio in acqua. Questo aumento della frequentazione di laghi, fiumi e piscine comporta però anche una maggiore esposizione ai rischi, ricorda la SSS.

Le vittime più spesso sono uomini

Ogni anno in Svizzera circa 50 persone perdono la vita per annegamento. Le vittime sono soprattutto giovani tra i 17 e i 32 anni e persone sopra i 65 anni, per le quali eventuali problemi di salute possono aumentare i rischi. Gli uomini sono coinvolti più spesso delle donne, anche perché tendono maggiormente a esporsi a situazioni pericolose e a sopravvalutare le proprie capacità.

La maggior parte degli incidenti mortali avviene in laghi e fiumi, dove le condizioni possono cambiare rapidamente e sono meno prevedibili rispetto alle piscine. Nei fiumi i principali pericoli sono le correnti, gli ostacoli, le dighe e le difficoltà nel raggiungere la riva. Nei laghi invece bisogna fare attenzione soprattutto alla distanza dalla riva, alla temperatura dell’acqua e ai cambiamenti del tempo.

In conclusione la SSS consiglia “quando si nuota in acque libere, portare con sé un dispositivo di galleggiamento adeguato”. Questo può essere una boa da nuoto o un sacco impermeabile, mentre nei fiumi bisogna ricordarsi che tali dispositivi non dovrebbero essere fissati al corpo se non hanno un sistema di sgancio apposito.

Ticino: 5 persone annegate nel 2025

Secondo i dati presentati dal Dipartimento delle istituzioni nell’ambito della campagna Acque sicure 2026, nel 2025 in Ticino si sono registrati 5 annegamenti (2 nei laghi, 2 nei fiumi e 1 durante un’attività di torrentismo).

Le cause di annegamento nel 2025 in Ticino

Le cause di annegamento nel 2025 in Ticino

  • Acque sicure e Montagne sicure

Ticino: 4 annegati nel 2026

Nel 2026 finora, secondo la cronaca, gli annegamenti in Ticino sono invece stati 4, tutte persone di sesso maschile:

17 aprile - Valle Verzasca (Corippo): Un 17enne domiciliato nel canton Berna è precipitato per circa 20 metri da un dirupo ed è finito nel fiume Verzasca, dove è stato recuperato senza vita.

26 giugno - (Porto Ronco): Un 75enne svizzero, in vacanza dal canton Berna, ha perso la vita dopo essere scomparso mentre faceva il bagno.

14 luglio 2026 - (Vairano): Un cittadino svizzero in vacanza con la famiglia ha perso la vita dopo essere stato trovato privo di sensi nella piscina di un’abitazione privata.

16 luglio 2026 - (Magadino): Un uomo di 95 anni, cittadino svizzero domiciliato nel Locarnese, è deceduto dopo aver perso conoscenza nelle acque del Lago Maggiore.

Il dato storico dal 1968 ad oggi

Il dato storico dal 1968 ad oggi

  • Acque sicure e Montagne sicure

Sacha Gobbi: “La prevenzione funziona”

In Ticino il numero di residenti e turisti che frequentano laghi, fiumi e piscine è in costante aumento. Nonostante il crescente interesse per momenti di relax in acqua e per attività sportive quali il canyoning, il numero di infortuni e di incidenti mortali è rimasto stabile o, in alcuni casi, è addirittura diminuito.

Come evidenziato dal responsabile di progetto Sacha Gobbi, “questi risultati confermano l’efficacia della campagna di prevenzione Acque sicure, promossa dal Dipartimento delle istituzioni, e del lavoro svolto in stretta collaborazione con i numerosi partner settoriali, in un impegno congiunto che contribuisce concretamente a salvare vite”.

“I messaggi di sensibilizzazione e la loro capillare diffusione attraverso affissioni, striscioni e cartelli nei punti più critici, la distribuzione di materiale informativo e la presenza su piattaforme informatiche e sui social media (come Ticinosicuro) consentono di raggiungere un pubblico ampio e diversificato. Senza dimenticare l’attenzione rivolta ai migranti e alle comunità straniere, coinvolti negli ultimi anni in alcuni gravi incidenti. Per quest’estate è stata inoltre completamente rinnovata l’immagine coordinata, con l’obiettivo di incuriosire e mantenere alta la consapevolezza dei rischi legati alle attività svolte negli ambienti acquatici”, conclude Gobbi.

Bimba di 9 anni annega nel lago di Como: è la nona vittima di fronte al Tempio Voltiano

Una bambina di 9 anni di nazionalità marocchina in gita con la famiglia a Como non è più riemersa dopo essersi tuffata nelle acque del lago di fronte al Tempio Voltiano, in corrispondenza dei cosiddetti “Giardini a lago” nel centro della città. Il corpo senza vita è stato ritrovato nella tarda serata di martedì dai sommozzatori dei vigili del fuoco. La bimba, in Italia con i genitori per fare visita a zii e cugini residenti da anni nel Monzese, stava giocando in corrispondenza di un’ampia secca che riaffiora ciclicamente e che ogni anno attira centinaia di bagnanti stranieri nonostante il divieto di balneazione.

Per la città di Como è il ritorno di un incubo, dopo due estati di tregua. Tra il 2017 e il 2023 lo stesso punto del lago aveva già provocato otto morti, tutti giovani e tutti stranieri, nella maggior parte dei casi traditi dall’andamento del fondale che per un paio di metri sembra digradare dolcemente ma che poi si apre a precipizio, una condanna per chi non sa nuotare.

Ogni giorno, nonostante le decine di cartelli installati negli anni per segnalare il divieto di balneazione, centinaia di turisti, quasi tutti stranieri, trasformano la spiaggetta del Tempio Voltiano in una sorta di lido abusivo, senza che le forze dell’ordine riescano a impedire l’ingresso nel lago. Soprattutto nelle giornate di sole.

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Notiziario

Notiziario 22.07.2026, 11:00

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