Un quadro tutto sommato incoraggiante per la piazza finanziaria ticinese, nonostante le difficoltà causate dalla fine del segreto bancario, è stato tratteggiato mercoledi a Villa Negroni a Vezia, sede del Centro di studi bancari, dall’istituto di consulenza economica BAK di Basilea, che era stato incaricato da Dipartimento finanze e economia del canton Ticino di valutare il futuro di questo importante settore per il numero di impieghi che offre.
Una opportunità di fronte al declino inevitabile della gestione patrimoniale della clientela italiana è data ad esempio dal commercio delle materie prime e dall’accesso ai mercati finanziari europei. Occorre innovarsi per scongiurare una spirale negativa. Se dovesse concretarsi un deflusso di capitali superiore al 50% rispetto a quelli gestiti ora, sarebbero a rischio molti posti di lavoro, rileva il BAK.
CSI/mas
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