La sentenza del Tribunale federale dell’8 febbraio scorso ha messo definitivamente la parola fine su una disgrazia avvenuta sulle nevi di Airolo cinque anni fa, quando un bambino di 10 anni perse la vita su una pista da sci.
La notizia è segnalata da Ticinonews. I giudici di Mon Repos, tra cui figurava pure il ticinese Ivo Eusebio, hanno ritenuto che la morte del piccolo, andato a sbattere contro un cumulo di neve mentre affrontava una “pista nera”, uccidendosi, è dovuta a una triste fatalità. E’ stato così respinto il ricorso della madre che si era opposta ai decreti d’abbandono emessi nei confronti del padre e della società Valbianca SA, decreti convalidati nell’agosto di un anno fa pure dalla Corte dei reclami penali.
L’inchiesta aveva originato due decreti d’abbandono emessi in prima istanza dalla procuratrice Margherita Lanzillo e poi confermati sia dalla Corte dei reclami penali e ora pure dal Tribunale federale. In merito al padre si è deciso di applicare l’articolo 54, stando al quale l’assenza di una sanzione è motivata dal dolore con cui deve convivere l’uomo.
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