Portare il cane in vacanza o lasciarlo a casa? È il dilemma di molti proprietari con l’estate alle porte. La scelta dipende da diversi fattori, ma in entrambi i casi ci sono regole precise da rispettare. Emanuele Besomi, presidente della Società protezione animali di Bellinzona (SPAB) e Luca Bacciarini, veterinario cantonale ticinese, hanno spiegato a Prima Ora cosa serve per partire senza problemi.
L’importanza delle vaccinazioni
Chi sceglie di partire con il proprio animale deve organizzarsi per tempo, soprattutto per quanto riguarda i vaccini. “Da un punto di vista delle malattie che possono passare dagli animali all’essere umano, la più grave è la rabbia”, ha sottolineato Luca Bacciarini. Il veterinario cantonale ha citato un caso recente: “È notizia di tre-quattro giorni fa di un cane importato illegalmente dal Marocco all’inizio di dicembre scorso che ha sviluppato sintomi di rabbia il 27 maggio”.
Per questo è fondamentale la vaccinazione antirabbica: “È importantissimo che se andiamo in vacanza il nostro cane o gatto sia vaccinato nei confronti della rabbia. Se andiamo in paesi dove la rabbia è ancora presente, non solo negli animali selvatici come le volpi ma anche nei cani randagi, servono non solo la vaccinazione antirabbica ma anche la titolazione di anticorpi”.
La titolazione verifica che il sistema immunitario abbia sviluppato anticorpi sufficienti. “Se il cane viene a contatto con il virus della rabbia non si ammala e non costituisce un rischio né per altri animali né per gli esseri umani”, ha spiegato Bacciarini.
Documenti necessari per viaggiare
Per viaggiare all’estero servono microchip, passaporto per animali da compagnia e vaccinazione antirabbica valida. “A dipendenza del Paese ci vogliono anche altri documenti”, ha precisato il veterinario cantonale, raccomandando di proteggere i cani anche da altre malattie gravi come il cimurro e la parvovirosi. “L’animale non vaccinato che viene in contatto con questi virus può avere sintomi molto gravi e tante volte anche morire”.
Emanuele Besomi ha sottolineato l’importanza di informarsi per tempo: “Sono fondamentali i documenti necessari per varcare le diverse dogane. Ogni Paese ha normative particolari. Prima della partenza controllare quali siano le necessità di vaccini, quarantena o documenti per entrare ma soprattutto per uscire col proprio animale”.
Le conseguenze di una mancata informazione possono essere spiacevoli: “In alcuni paesi gli animali vengono sottoposti a quarantene obbligatorie. Viene requisito dall’autorità competente e deve rimanere svariati giorni in quarantena. Il proprietario deve sconvolgere le vacanze e magari pagare multe per una leggerezza di un controllo prima della partenza”.
Organizzare il viaggio
Partire con un animale richiede preparazione. “Bisogna avere il kit di necessità primarie a bordo: acqua, cibo, possibilità di farlo scendere tenendolo sempre sotto controllo”, ha spiegato il presidente della SPAB. “Non si apre la gabbia del baule in autostrada lasciandolo correre nell’area di servizio”.
La sicurezza nel trasporto è fondamentale: “Ci sono gabbie specifiche per ogni tipo di automobile che permettono di viaggiare in piena sicurezza. In caso di incidente permettono di estrarre l’animale ancora in completa sicurezza. Possiamo immaginare cosa potrebbe succedere a un animale che ha subito un tremendo shock: potrebbe correre in autostrada, aggredire, generare un altro incidente o essere investito”.
Un consiglio utile riguarda le auto elettriche: “Alcuni modelli hanno un programma specifico ‘cane a bordo’ che mantiene la temperatura nell’abitacolo a 20-23 gradi e allerta il proprietario sul telefonino se questa dovesse aumentare”. Prima di spaccare un vetro per salvare un cane, quindi, meglio verificare: “Se il cane dorme pacificamente sul sedile probabilmente l’auto è climatizzata”.
Abbandoni rari in Svizzera
Un dato confortante arriva dalla Svizzera: a differenza dei paesi vicini, gli abbandoni sono rarissimi. “Con 35’000 cani presenti nel nostro Cantone si parla di pochissime unità di abbandoni conclamati”, ha sottolineato Besomi. “Ogni caso è comunque un caso di troppo. Oggi è possibile prendere contatto con associazioni dove portare il proprio animale o chiedere informazioni su come farlo riadottare. È solo una questione di volontà e buon senso”.
Come scegliere una pensione
Per chi preferisce lasciare l’animale, la scelta della pensione è cruciale. “Dove porto il mio animale devo poter visitare tutta la struttura”, ha raccomandato Besomi. “Non consiglierei mai una struttura che non mi lascia vedere dove l’animale sarà tenuto. La trasparenza è il primo biglietto da visita. È consigliato anche portare l’animale un po’ prima, fare delle prove per capire come si comporta”.
Luca Bacciarini ha chiarito la normativa: “Fino a cinque animali non occorre formazione né autorizzazione. Dai sei ai 19 serve l’autorizzazione e una formazione fornita in Ticino dalla scuola di Locarno. Sopra i 19 animali la persona responsabile deve essere un guardiano di animali con apprendistato di tre anni”.
Importante anche verificare gli spazi: “Non possiamo pretendere di avere un appartamento e tenere in pensione una decina di cani. Devono esserci spazi dedicati. Quando non siamo presenti gli animali li dobbiamo suddividere in base al proprietario per evitare incidenti. Ogni tanto capitano: cinque-sei cani assieme fanno branco e possono esserci conseguenze”.
Cosa è meglio per l’animale
La domanda finale: cosa è meglio per il benessere dell’animale? “Il cane è un animale che segue il proprietario, quindi lo prenderei con me se le strutture lo permettono”, ha consigliato Bacciarini. “Per gatti e altri animali la miglior cosa è avere qualcuno che possa occuparsene a casa a domicilio. Ci sono molte specie che soffrono del viaggio. Tante volte telefonano al nostro ufficio domandando: possiamo portare le tartarughe o i pappagallini con noi in vacanza? Lasciateli a casa e cercate qualcuno che li accudisca. Non sono stressati, restano nel loro ambiente”.








