Ticino e Grigioni

Cantieri autostradali sotto il sole, UNIA punta il dito

Il segretario sindacale Gargantini chiede a USTRA di prestare più attenzione - Il punto di vista del Dipartimento delle costruzioni: “Si adattano orari e tipo di lavoro. Ma poi conta il buon senso”

  • 43 minuti fa
Quando il caldo si fa insopportabile
05:54

Canicola e cantieri, cosa fa il Cantone

SEIDISERA 09.07.2026, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA - John Robbiani / Spi 

I contratti collettivi proteggono una parte di coloro che lavorano all’aperto, sui cantieri. Ad esempio, anticipando l’orario lavorativo per evitare la peggiore stecca del sole. Ma quest’anno per il sindacato questa misura non basta. Innanzitutto perché non tutti i lavori sono protetti da un CCL, ma poi anche perché il lavoratore, pur iniziando prima, si ritrova comunque a lavorare a temperature elevatissime.

UNIA, prendendo esempio da Ginevra, ha chiesto alle autorità cantonali misure urgenti a tutela dei dipendenti. Per esempio, bloccando tutti i lavori non necessari quando si misurano più di 33 gradi. L’appello è rivolto soprattutto al pubblico: si chiede di non fare il minimo previsto dai contratti e dalla legge. Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di UNIA, ai microfoni di SEIDISERA, cita un esempio preciso: “I lavori sull’autostrada, dove la committenza pubblica è USTRA (l’Ufficio federale delle strade): nessuna possibilità di ripararsi all’ombra, nessuna possibilità di fare delle pause. Si lavora in strada, è anche pericoloso. Chiediamo alla committenza pubblica, in questo caso USTRA, di prestare questa attenzione. Non l’abbiamo constatata nella prima ondata di canicola. Lanciamo questo appello perché sia possibile constatarlo nei prossimi giorni e nei prossimi mesi”.

Poche pause dunque secondo UNIA - ricordiamo che la SUVA, l’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, suggerisce di fare 10 minuti di interruzione ogni ora per permettere al corpo di recuperare una temperatura normale - e nessuna possibilità di trovare ombra sui cantieri. SEIDISERA ha chiesto una replica a queste critiche, ma USTRA non ha concesso interviste, limitandosi a dire di rispettare tutte le norme decise dalla Società impresari costruttori.

Per il DT conta “il buon senso”

USTRA non è l’unica che sul tema non commenta. Anche l’Associazione delle industrie ticinesi ha detto di non voler prendere posizione. Ha invece accettato di parlare il Dipartimento del territorio attraverso Daniele Albani, collaboratore tecnico per la sicurezza della Divisione costruzioni. Divisione che lavora in particolare, ma non solo, nell’ambito della manutenzione delle strade. “Ci sta a cuore proteggere chi lavora in queste situazioni. Lo si fa attraverso lo spostamento e l’adattamento degli orari di lavoro, ma anche del tipo di lavoro. Facendo i lavori più gravosi al mattino”. Questione di “buon senso” afferma Albani.

Poi però UNIA rileva che non tutte le professioni sui cantieri beneficiano delle stesse tutele contrattuali, ad esempio gli agenti di sicurezza. Su questo punto il collaboratore tecnico del DT osserva: “È vero che alcune attività come la pavimentazione stradale magari sono coperte (dal CCL, ndr), mentre altre attività non lo sono. Ma è anche vero che se non posso pavimentare perché è caldo automaticamente l’agente di sicurezza non lo utilizzerò perché non ho l’attività”.

I lavoratori da proteggere con un “metaforico” ombrello spaziano anche alle ditte esterne che operano su appalto del Cantone. “Il Cantone - afferma l’intervistato - sensibilizza su questi aspetti sia in una fase di selezione di appalto ma anche andando a discutere nell’ambito delle riunioni cantieri”.

Infine una riflessione sugli automobilisti che magari, complice il caldo, perdono la pazienza davanti a un semaforo di cantiere:  “La calura è un problema per tutti. Chiediamo quindi di avere una maggiore attenzione, sensibilità e anche tolleranza per coloro che lavorano sulle strade. Un’attenzione maggiore verso chi sulla strada si trova non per circolare, ma per lavorare”.

SEIDISERA del 09.07.26, il servizio di John Robbiani

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