Ticino e Grigioni

Capire la montagna per evitare le valanghe

Dopo la tragedia in Leventina, rischi e precauzioni spiegati da una guida alpina. “L’esperienza è anche saper rinunciare”

  • Un'ora fa
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Seidisera del 14.02.2026 - Il clima in vetta e i pericoli valanghe

RSI Info 14.02.2026, 20:38

  • Keystone
Di: SEIDISERA - Romina Lara / Tieffe 

L’incidente mortale avvenuto ieri in Valle Leventina — dove due sciescursionisti belgi di 35 e 30 anni hanno perso la vita travolti da una valanga tra il Pizzo Prevat e il Pizzo Centrale sopra Airolo — riporta l’attenzione sui rischi legati alla frequentazione della montagna in inverno. Con loro si trovava una terza persona, rimasta illesa. In quella zona era in vigore un grado di pericolo valanghe 3 su 5.

Per comprendere meglio il contesto e gli accorgimenti necessari, SEIDISERA ha interpellato la guida alpina Massimo Bognuda, membro dell’Associazione Guide Alpine della Svizzera italiana e della Commissione Montagne Sicure.

Secondo la guida alpina il rischio in quell’area è strutturale: “La zona Gottardo, quindi in alta montagna innevata, è una zona dove il rischio valanghe c’è”. Quando sono presenti strati deboli nel manto nevoso, anche pendii apparentemente normali possono diventare letali: “La montagna non deve chiamarsi Eiger o Cervino per essere pericolosa”.

Il grado di pericolo non è da sottovalutare

Al momento dell’incidente era in vigore un grado di pericolo marcato, un livello che richiede particolare attenzione: “Per chi fa scialpinismo, fuoripista o escursioni su terreno innevato, e in zone non controllate, il grado 3 non è da sottovalutare”. Secondo le statistiche dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe, molti incidenti avvengono proprio con questo grado di pericolo, mentre con il grado 4 spesso si rinuncia già alle uscite.

La formazione resta determinante

Secondo Bognuda, la preparazione è centrale. Molti frequentatori della montagna, osserva la guida, sopravvalutano le proprie competenze: “Come guida alpina, nei corsi di formazione vedo che molte persone pensano di sapere, ma poi effettivamente si rendono conto che ne sanno ben poco. Se uno non sa leggere e interpretare un bollettino valanghe sbaglia già di partenza”.

Anche affidarsi alle esperienze altrui o ai social può essere pericoloso, poiché fuorviante: secondo Bognuda, spesso si prendono come riferimento foto e racconti di uscite riuscite, senza considerare che le condizioni possono cambiare già nei giorni successivi.

Un inverno con neve fragile

Quest’anno, spiega Bognuda, la situazione del manto nevoso è particolarmente delicata. La presenza di strati deboli nella neve vecchia può favorire distacchi anche di grandi dimensioni.

Molti escursionisti, osserva la guida, si limitano a guardare il colore della cartina del pericolo senza leggere il testo del bollettino, dove sono spiegate le criticità specifiche. Anche l’evoluzione climatica influisce: gli inverni con poca neve iniziale e terreno ancora caldo favoriscono la formazione di uno strato basale fragile destinato a persistere nel tempo.

Informazione e cautela

I bollettini valanghe, oggi, sono facilmente accessibili anche per chi arriva dall’estero, ma la valutazione finale resta individuale, spiega la guida. Per questo, conclude, l’esperienza passa anche dalla capacità di fermarsi e rinunciare quando le condizioni non convincono.

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Valanga di Airolo: i rischi dello sci alpinismo

Il Quotidiano 14.02.2026, 19:00

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