L’escursionismo è sempre più popolare e dal 2023 rientra nell’elenco delle tradizioni viventi della Svizzera. È un’attività praticata almeno una volta alla settimana da quasi metà della popolazione, lo riportano i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST). Gli escursionisti possono contare su una rete di sentieri lunga 65’000 chilometri che equivale a circa una volta e mezza la circonferenza terrestre. Per fare un confronto, lo riporta ATS, la rete stradale svizzera si estende per 71’400 chilometri, mentre quella ferroviaria raggiunge i 5’100 chilometri.
Prima dell’escursione, verifica sempre il percorso
Prima di scegliere un percorso è fondamentale informarsi sul suo stato. Esistono numerosi motivi per cui un sentiero possa venir chiuso per un periodo di tempo determinato: lavori di costruzione, abbattimento di alberi o per danni causati dal maltempo. Le chiusure e le deviazioni sono indicate sulle carte topografiche delle app swisstopo o SvizzeraMobile e sui rispettivi siti: swisstopo.admin.ch e schweizmobil.ch/it.

Un sentiero escursionistico con un cartello che ne segnala la chiusura in Val Bavona, valle laterale della Vallemaggia, nel Canton Ticino, fotografato lunedì 19 maggio 2025. Nell'estate del 2024, forti tempeste hanno provocato gravi danni nella valle: alcune persone hanno perso la vita, abitazioni sono state distrutte e paesaggi culturali tradizionali, curati per generazioni, sono stati sepolti sotto enormi masse di detriti e rocce.
Qui di seguito trovate la mappa interattiva con indicate chiusure e deviazioni sui sentieri nazionali. Per approfondire il motivo della chiusura è possibile cliccare sul cerchio rosso (che indica la segnalazione).
Chi si prende cura dei sentieri svizzeri?
A gestire, curare e promuovere la rete dei sentieri c’è l’Associazione Sentieri Svizzeri, che su mandato dell’Ufficio federale delle strade si occupa di garantire la sicurezza, la qualità e l’uniformità della segnaletica su tutti i sentieri nazionali.

In Ticino decine di chilometri di sentieri inagibili
Il Quotidiano 28.03.2026, 19:00
Nel territorio della Svizzera italiana operano sia Ticino Sentieri, la sezione ticinese dell’associazione nazionale, sia Wanderwege Graubünden, quella grigionese. Mentre Ticino Sentieri collabora in modo centralizzato con le quattro Organizzazioni Turistiche Regionali (OTR) ticinesi, nei Grigioni la manutenzione fisica sul territorio è delegata per legge in modo più frammentato direttamente ai singoli Comuni e ai rispettivi enti turistici locali delle valli italofone (Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo).

Il nuovo sentiero in Val Bondasca
Il Quotidiano 07.07.2026, 19:00
La storia dei cartelli gialli
Con la diffusione dell’automobile negli anni Venti, camminare lungo le strade svizzere diventò sempre più difficile. I pedoni venivano progressivamente relegati ai margini della carreggiata, mentre il traffico motorizzato conquistava spazio. Secondo quanto riportato da Sentieri Svizzeri, fu proprio questa trasformazione a favorire la nascita, nel 1934, della Federazione svizzera di turismo pedestre, l’organizzazione oggi conosciuta come Sentieri Svizzeri.
Durante una gita scolastica sul Passo del Klausen, tra Uri e Glarona, l’insegnante zurighese Johann Jakob Ess si rese conto di quanto fosse difficile e poco sicuro camminare lungo strade sempre più trafficate. Da quell’esperienza nacque l’idea di creare percorsi dedicati agli escursionisti, che portarono alla realizzazione dei primi itinerari segnalati nella regione di Zurigo.
Nel 1934 venne introdotta la segnaletica gialla che ancora oggi caratterizza i sentieri svizzeri. Durante la Seconda guerra mondiale, però, l’esercito ne ordinò la rimozione per evitare che potesse agevolare l’orientamento di eventuali invasori. I cartelli tornarono sui percorsi solo dopo la fine del conflitto.

Valle Morobbia: escursione guidata Fondazione Valle Morobbia. Nella foto segnaletica Via del Ferro, Al Maglio.
Le vie storiche della Svizzera Italiana















