Un tetto per chi non ce l'ha... E il tetto lo ha raggiunto anche il cantiere di casa Marta a Bellinzona. La struttura di primo aiuto potrebbe aprire già nell'estate 2023. Offrirà una trentina di posti letto, mensa e sostegno.
Questi spazi aiuteranno chi si trova in difficoltà e non ha risorse sufficienti o una casa in cui abitare.
C'è ancora molto lavoro da fare, ma nell'ex palazzo Ostini, a Bellinzona, il cantiere prosegue spedito per trasformare la vecchia struttura in Casa Marta: un centro dove trovare un primo aiuto. Oggi (lunedì) un momento simbolico: la ristrutturazione è arrivata al tetto.
Il 14 luglio scorso qui si annunciava l'inizio dei lavori. La struttura ancora fatiscente, in pochi mesi è stata consolidata e il tetto posato. Per un progetto che ha stentato a lungo a partire - oltre dieci anni - la marcia è ormai ingranata.
In quella che era la locanda Settecentesca fuori le mura di Bellinzona, ci saranno camere e due piccoli appartamenti. "Adesso iniziano i lavori di finitura: pareti interne, cartongesso, pavimenti...", dice Renato Minoli, presidente della Fondazione Casa Marta, sottolineando che qui i bisognosi "potranno trovare calore umano, un letto, un pasto caldo, un aiuto ma anche un accompagnamento professionale".
In un caso su 4 può rimanere senzatetto anche chi un lavoro ce l'ha
Quello dei senzatetto è un fenomeno ancora sottostimato in Svizzera. E se non esiste un identikit delle persone bisognose, un recente studio indica che nell'83% dei casi si tratta di uomini; età media 40 anni. Per lo più persone sole; il 75% non ha un lavoro retribuito. Questo però, vuol dire che in un caso su quattro può rimanere senzatetto anche chi un lavoro ce l'ha. Di fatto, si tratta di una persona che non è stata trattenuta da nessuna delle principali reti d'aiuto esistenti.
Da qualche anno, anche il Cantone sta investendo risorse proprio per rafforzare possibili soluzioni.








