Il Consiglio di Stato ticinese ha presentato mercoledì il piano per l’applicazione delle due iniziative popolari sulle casse malati, approvate dai cittadini il 28 settembre 2025. Data la fragile situazione finanziaria del Cantone e un costo complessivo stimato in 350 milioni di franchi all’anno, il Governo ha optato per un’attuazione a tappe.
Le critiche di PS e Lega
Un’idea che però non convince i partiti. “La prima tappa parziale di 38 milioni è secondo noi insufficiente di fronte alla gravità della situazione”, spiega al Quotidiano della RSI Laura Riget, copresidente del Partito Socialista (PS). “I premi di cassa malati esplodono, i ticinesi non ce la fanno più e questo aiuto, purtroppo, non è sufficiente. Sulla proposta della tappa finale a partire dal 2029 non c’è nessuna certezza: ci sono unicamente delle indicazioni, degli auspici”.
A far storcere il naso ai socialisti è anche quella che considerano una corsia preferenziale che potrebbe essere concessa all’iniziativa della Lega dei Ticinesi (“Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”, n.d.r.). Tuttavia, da parte della Lega dei Ticinesi, un’applicazione progressiva non è accettabile. Daniele Piccaluga, coordinatore del Movimento, commenta: “Il cittadino ha posto una crocetta dando un segnale chiaro di quello che voleva. Quello che oggi otteniamo non è assolutamente il risultato uscito dalle urne. Inoltre, per me, l’incertezza del 2029 resta un’incertezza”.
La questione del finanziamento
Il prossimo capitolo sarà quello sul finanziamento. Laura Riget invita i partiti a sedersi a un tavolo per “cercare una soluzione che significhi, sì, implementare il chiaro mandato popolare del voto dello scorso settembre ma allo stesso tempo essere anche consapevoli della difficile situazione finanziaria in cui versa il Cantone”.
PLR e Centro restano prudenti
Il Partito Liberale Radicale (PLR) e Il Centro, invece, accolgono con prudenza quanto deciso dal Governo, con un occhio alla volontà popolare e l’altro alla stabilità finanziaria del Cantone. “Ci aspettavamo forse un po’ più di coraggio, soprattutto sull’iniziativa sugli sgravi dei costi di cassa malati”, spiega Alessandro Speziali, presidente del PLR. “Bisogna assicurare che l’iniziativa sul 10% sia finanziabile, perché altrimenti rischiamo davvero il crash finanziario”.
“Questa volontà finanziaria deve essere inserita in limiti che sono stati altrettanto dettati dalla volontà popolare, che è quello dell’equilibrio dei conti pubblici”, dice Maurizio Agustoni, capogruppo de Il Centro. “È un esercizio estremamente difficile”.
Dovendo scegliere, il PLR vede più percorribile una corsia preferenziale per l’iniziativa della Lega. Secondo Agustoni, le opzioni sono due: “Siamo in un sistema democratico, il popolo ha votato due oggetti e questa volontà va applicata. Tenuto conto del contesto finanziario, si può forse riflettere se è possibile una gradualità ma se non c’è un consenso, non possono entrare in vigore”.





